Condividi

e il vigilantes che sono intervenuti dopo il furto in tabaccheria avvenuto a Ponte Felcino e hanno esploso colpi d’arma da fuoco contro l’Audi con a bordo i ladri,

uno dei quali è stato trovato morto poco dopo in una stradina secondaria distante non più di un chilometro dal luogo del colpo adagiato sul sedile posteriore dell’automobile con il passamontagna ancora in testa.

Si chiamava Eduard Kozi ed era albanese l’uomo rimasto ucciso dopo il furto con scasso alla tabaccheria di Ponte Felcino alla periferia di Perugia.

Colpito alla testa da uno dei colpi sparati da un vigilante e due carabinieri durante l’inseguimento è stato abbandonato ancora agonizzante dai suoi complici insieme all’auto e alla refurtiva.

Il colpo mortale lo ha raggiunto alla nuca, dopo aver fracassato il lunotto posteriore della vettura, una Audi di grossa cilindrata risultata rubata.

Il pubblico ministero Mara Pucci ha iscritto nel registro degli indagati i due carabinieri e la guardia giurata che nel tentativo di fermare l’Audi hanno sparato.

L’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio colposo.

Stando alle prime dichiarazioni, il magistrato tenderebbe ad escludere la “volontà di uccidere” da parte degli uomini in divisa, che però hanno superato i limiti imposti dalla legge.

L’art.53 del codice penale che regola la materia dell’uso dell armi di servizio da parte di pubblico ufficiale infatti spiega che è legittimo sparare solo

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedenteSpaccia e picchia i poliziotti: poche ore dopo l'arresto è già libero
Prossimo articoloNorvegia, si ribalta un veicolo: sette militari italiani feriti