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Insulti a paolo palumbo malato di sla. Non pensavamo che un giorno avremmo mai dovuto riportare un fatto del genere.

Paolo palumbo è un giovane chef originario di oristano e purtroppo, malato di SLA. Negli ultimi mesi è diventato noto dopo essere stato sostenuto da una serie di personaggi noti, a pratire da Flavio Briatore, che stanno sostenendo la sua battaglia e quella del fratello, dopo aver attivato una raccolta fondi per poter andare ad affrontare alcune cure sperimentali a Gerusalemme, in Israele. Ma purtroppo, si sa, il social è anche pieno di brutta gente e come Paolo ha conquistato migliaia di fan e attirato l’attenzione di molti italiani onesti, purtroppo, ha attirato l’attenzione anche degli haters. A raccontare cosa sta succedendo l’agguerrito fratello in un lingo post che andiamo a illustrare di seguito

“È con grande rabbia che comunico un momentaneo allontanamento di Paolo dai social network per tranquillizzarsi, dovuto alle ripetute offese e minacce che ha ricevuto nelle scorse settimane, sia tramite attacchi privati che pubblici” ha spiegato il fratello.

“Abbiamo saputo che ci sono delle chat private in cui dei gruppi di persone si divertono ad insultare l’operato di Paolo e si mettono d’accordo per trovare il modo di demolire agli occhi degli altri ogni sua azione. È giusto che questa gente sappia che ogni atto diffamatorio documentato avrà le conseguenze che merita, perché la legge è uguale per tutti e la cattiveria gratuita ai danni di un giovane nelle sue condizioni non può essere giustificata”

“Non pubblicheremo i nomi di costoro come invece stanno facendo loro con noi – prosegue – sabotando una campagna di raccolta fondi che si è sempre basata sulla trasparenza e con un obiettivo nobile: sarebbe vergognoso”

“Paolo è il più giovane malato di SLA d’Europa, ma ciò non lo rende un malato di “serie A”, al contrario, lui si è sempre messo in prima linea per i diritti degli altri, ha cambiato le vite di centinaia di persone grazie al Tampone, al suo libro di ricette, alle sue iniziative a favore dei più deboli, ed il suo inserimento nel protocollo Brainstorm è dovuto ESCLUSIVAMENTE ai canoni ristretti di accettazione da parte dell’ospedale di Gerusalemme che oltre allo stadio avanzato della malattia, hanno tenuto in considerazione l’età (peraltro senza concedere agevolazioni dal punto di vista economico).

La verità è che l’obiettivo di Paolo, fin dall’inizio del suo sciopero della fame, è sempre stato quello di portare questa terapia SPERIMENTALE in Italia, affinché per lo meno i suoi costi si dimezzino. Infatti, è grazie a lui se è attualmente in discussione l’attuazione del protocollo d’urgenza da parte del Ministero della salute per portare la terapia nel nostro paese in tempi brevi, non grazie a chi MILLANTA di parlare a destra e a manca senza concludere niente.”

“In quanto persona mentalmente libera ed autonoma – ha proseguito ancora – mio fratello ha tutto il diritto di indire ogni tipo di iniziativa desideri, indipendentemente dalla sua risonanza mediatica dovuta ai social network: chiunque lo stia attaccando potrebbe investire il suo tempo a fare del bene come ha sempre fatto lui, e non a pretendere che siano sempre gli altri ad attivarsi per smuovere le acque (solo per poi criticare qualsiasi cosa non gli vada a genio). Prima della SLA, mio fratello era uno dei tanti ragazzi che vogliono vivere una vita tranquilla, e credo che tutti dovremmo ringraziarlo per la forza implacabile con cui ha portato avanti le sue idee.

In fondo si sa: chi segna la storia non viene mai accettato subito, perché la paura fa rifiutare i cambiamenti, ma io continuerò a stare dalla parte di Paolo, ieri oggi e per sempre e ringrazio tutti coloro che hanno un cuore e che non si lasciano trasportare nell’odio generale che caratterizza ogni giorno di più il nostro paese.”

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