Insulti razzisti al suo ufficiale italiano di origine marocchina, Alpino finisce nei guai

Per la prima volta in Italia l’aggravante della discriminazione razziale viene applicata anche in una sentenza della Procura militare

VERONA – Accade a Verona dove oggi un sergente degli Alpini è stato condannato a un anno e sei mesi per le frasi rivolge al maggiore Karim Akalay Bensellam, suo superiore, primo e unico ufficiale italiano di origini marocchine.

L’accusa era di diffamazione militare continuata pluriaggravata dalla discriminazione etnica.

Riporta un articolo del Corriere, risalente ai primi giorni di Ottobre 2019: “Se ti chiami Karim, hai un padre marocchino e sogni una carriera militare, c’è il rischio che qualcosa vada storto. Anche se alle spalle hai la disciplina scolastica della Nunziatella, hai passato indenne l’accademia di Modena ma soprattutto sei un ufficiale con il cuore battente bandiera italiana. Lo sa bene il maggiore degli alpini Karim Akalay Bensellam, trentaseienne di origini marocchine che oggi si troverà davanti ai giudici del Tribunale militare di Verona dove è in corso un processo per razzismo nei suoi confronti. Sul banco degli imputati un sergente in servizio a Belluno, accusato di avere a lungo diffamato Bensellam «alla presenza di numerosi militari», scrive il giudice Antonio Bonafiglia nel rinviarlo a giudizio. Le frasi contestate girano un po’ tutte intorno allo stesso concetto: «Sto marocchino di m…». Con sfumature varie: «Non è degno di stare nell’esercito italiano», «ha rubato un posto in Accademia a un italiano», «pezzo di m… sto meschino», e avanti così, per circa tre anni.”

Il fratello di Karim, Nizar, è un maresciallo dei Carabinieri al comando di una stazione in provincia di Arezzo.