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Quinoa con alici e pomodorini secchi, hamburger di ceci e plumcake di grano saraceno irromperanno sulla vostra tavola e vi faranno dimenticare per sempre lasagne, arrosti e tiramisù, sì anche il tiramisù. Tutta “colpa” di Marco Bianchi, giovane divulgatore scientifico per la Fondazione Veronesi, chef della salute, 14 libri all’ attivo e centomila e passa follower tra Facebook, Instagram e Twitter. Buon appetito con pesce, cereali, caffé e (per davvero) patatine fritte; frigorifero chiuso per carne rossa, salumi, gorgonzola o, appunto, tiramisù. Perché Bianchi ricorda che di cibo puoi morire e di cibo puoi guarire.

Vero Marco?
«È tutta una questione di equilibrio alimentare ma è scientificamente provato che alcuni alimenti facilitano la malattia e altri ci proteggono fortemente. Nella prima categoria rientrano i cibi di origine animale, nella seconda quelli di origine vegetale. Addirittura sappiamo bene che con una alimentazione sana si può guarire. Sulle malattie cardiovascolari e su alcuni tumori la dieta può avere un effetto curativo. Basti pensare che ancora prima del farmaco il cardiologo ad un paziente con problemi di cuore cambia la dieta».

Quindi cosa bisogna bandire dalla tavola?
«Diciamo che bisogna limitare il più possibile il consumo di carni rosse, manzo, vitello, maiale, agnello, cavallo, e il consumo di salumi e insaccati (massimo 50 grammi alla settimana). Oltre queste dosi aumenta il rischio di ammalarsi, per esempio di cancro al colon retto, di altri tipi di tumore e di malattie cardiovascolari».

Cosa invece dovremmo mangiare per stare bene?
«Bisogna introdurre cibi ricchi di fibre. Se l’ intestino lavora bene, lavora meglio anche il sistema immunitario e ci ammaliamo di meno. Quindi via libera a quinoa, orzo, farro, mais, riso e pasta integrale. Sì a frutta, verdure e legumi. E poco importa se sono bolliti, al forno, al vapore, in padella. Vanno bene tutte le cotture e pure i surgelati. In alcuni casi anche meglio, visto che rispetto ai piselli freschi, per esempio, quelli surgelati, mantengono tutti i valori nutrizionali».

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