In difficoltà in mezzo all’incrocio: automobilista cerca di investire un immigrato in bicicletta

Alle domande “stai bene?” e “Tutto a posto?” il ragazzo di colore dall’apparente età di sedici o diciassette anni risponde a monosillabi; un po’ per lo shock e un po’ perché non parla italiano. Credeva di essere arrivato in posto civile, probabilmente; ma ora, forse, ha qualche dubbio. E diciamo subito che questo non ha nulla a che vedere con una politica nazionale sull’immigrazione quantomeno discutibile (a questo proposito cercate in rete cosa pensa la Gabanelli di questo problema); ma solo con il nostro livello di civiltà.

Livello di civiltà che non è certamente aiutato da chi soffia sul fuoco della xenofobia infiammando menti con un Q.I. inferiore a 90; categoria della quale la guidatrice di cui sopra è certamente una rappresentante autorevole. Forse quel giovane avrà un futuro nella nostra città, o forse se ne andrà, come molti suoi coetanei biellesi, verso luoghi più ospitali. Chissà che ricordo conserverà di noi…

Paolo Mander per La Provincia di Biella