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L’italia dice addio a Iroso, l’ultimo dei muli aplini a restare in vita, aveva la matricola 212 ancora stampigliata sullo zoccolo, che oggi è “andato avanti”, come usano dire gli Alpini di un loro commilitone che non c’è più.

A ricordare il mulo è Luca Zaia, Presidente della Regione del Veneto, che ha detto “Come tutti i veri Alpini, anche il Generale Iroso non è morto, è semplicemente andato avanti, per restare comunque per sempre nei nostri cuori”. E ancora “tante volte ci siamo incontrati con Iroso e ogni volta era come ritrovare un vecchio amico, non solo un animale di accarezzare e rispettare. Un amico degli alpini, di noi grandi come dei tanti bambini che se ne innamorarono incontrandolo, all’adunata degli Alpini di Treviso 2017, come in occasione del suo compleanno che festeggiammo a Vittorio Veneto. In lui c’è stata una fierezza straordinaria, con la quale ha rappresentato tanti valori: l’alpinità, la storia del nostro territorio, l’identità del Veneto e delle genti di montagna”.

I mali e i dolori dell’età lo avevano debilitato in breve tempo, ma fino a poco fa era la vera stella del reparto Salmerie e delle adunate nazionali e del Triveneto. Lo scorso Marzo aveva colpito la storia di un ragazzo di sette anni arrivato da Bologna per conoscere questo mitico ultimo mulo alpino che aveva già superato i 40 anni di vita, pari a 120 anni umani. Giacomo, 7 anni, era più piccolo sconcio del reparto salmerie della sezione Ana di Vittorio Veneto.

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