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Immagine30 gennaio 2015 – «Il sole sta per tramontare e porterà via con sè l’ultimo respiro di Muath al Kaseasbeh».

Così, in un messaggio dell’Isis ritwittato da un account vicino ai jihadisti, i terroristi annunciano l’imminente esecuzione del pilota giordano postando l’immagine di un coltello. Il messaggio è stato rilanciato dalla direttrice del Site, Rita Katz.

Nelle ultime 20 ore «i rapitori mi hanno mandato quella che sembra una richiesta definitiva». Lo scrive in un appello disperato Rinko Goto, moglie del reporter nella mani dell’Isis. Se Sajida al Rishawi non sarà «sul confine turco per lo scambio con Kenji giovedì al tramonto, il pilota giordano sarà giustiziato. Temo sia l’ultima chance per mio marito».

«Abbiamo solo poche ore per ottenere la sua liberazione e la vita del tenente Muath al-Kaseasbeh. Chiedo al governo giordano e a quello giapponese di capire che i destini dei due uomini sono nelle loro mani», aggiunge la donna che, rompendo il silenzio posta l’appello su rorypecktrust.org. Dice di non aver «parlato finora, come ho cercato di tutelare le miei figlie e la mia famiglia» dall’attenzione dei media che la situazione di Kenji ha creato in tutto il mondo. «Mio marito e io abbiamo due figlie molto giovani. La nostra bambina più piccola aveva solo tre settimane quando Kenji è partito. Spero che la nostra figlia maggiore, che ha due anni, possa tornare a rivedere suo padre. Voglio – si legge ancora – che crescano conoscendo il loro padre. Mio marito è un uomo buono e onesto, andato in Siria per raccontare di coloro che soffrono». Parole di cordoglio per la famiglia di Haruna Yukawa, l’altro ostaggio nipponico ucciso dai militanti dell’Isis. Il 20 gennaio è giunta la richiesta sul riscatto di 200 milioni di dollari per la liberazione di Yukawa e Goto, mentre dopo «ci ci sono state numerose email tra il gruppo e me, come ho lottato per salvare la sua vita». Un ringraziamento ai «governi di Giordania e Giappone per tutti gli sforzi fatti» e un altro «al popolo della Giordania e del Giappone per la loro compassione». «La mia famiglia è stata in Giordania quando ero giovane e sono andata a scuola ad Amman fino all’età di 12 anni. Ho grande affetto e ricordi della Giordania e della sua gente. Infine, ringrazio la mia famiglia, gli amici e i colleghi di Kenji per il sostegno che hanno dimostrato alle mie figlie e a me nel corso degli ultimi 3 mesi. Prego – conclude Rinko Goto – per la vita di mio marito e del pilota giordano Muath al-Kaseasbeh».

La moglie di Kenji Goto Jogo ha lanciato un appello ai governi di Amman e Tokyo per il suo rilascio. «Ho paura che questa sia l’ultima possibilità per mio marito, ora abbiamo solo poche ore per ottenere il suo rilascio e per salvare la vita del (pilota giordano, ndr) Muath al-Kasaesbeh», ha dichiarato la donna in un comunicato. «Supplico i governi giapponese e giordano di comprendere che il destino dei due uomini è nelle loro mani», ha aggiunto.

 

Fonte: Il Messaggero

E.R.

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