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L’Agcom ha assegnato una numerazione personalizzata all’Istituto Nazionale di Statistica: “Per gli italiani obbligo di risposta” Drizzate le antenne e segnatevi questo numero: 1510. È il nuovo numero telefonico che l’Agcom – su input del governo – ha assegnato all’Istat. Del fatto parla il giornalista Franco Grilli sul Giornale

Da adesso in poi l’Istituto Nazionale di Statistica lo utilizzerà per contattarvi, a casa o in azienda (se ne siete titolari), per condurre indagini e rilevazioni.

E fate bene attenzione a non perdere la chiamata, perché è previsto l’obbligo di risposta per il destinatario e, soprattutto, una multa (!) per chi, appunto, non risponde agli squilli ricevuti. Negarsi al telefono, infatti, può venire a costare fino a 2mila euro se siete persone fisiche e 5mila in caso di imprese, come scrive La Verità. Già, perché l’articolo 7 del decreto di una norma datata 1989 prevede, per i cittadini italiani, “l’obbligo di fornire dati statistici”. E dunque, ora, l’obbligo di risposta all’Istat: “È fatto obbligo a tutte le amministrazioni, enti e organismi pubblici di fornire tutti i dati che vengano loro richiesti per le rilevazioni previste dal programma statistico nazionale”, recita il trafiletto.

Il sistema non è ancora a regime e, comunque, dovrebbe essere bidirezionale: anche noi potremo chiamare i call center dell’Istat e fornire agli operatori (probabilmente automatici) le risposte richieste. In questo modo ci si può togliere dall’impiccio e dal rischio di essere sanzionati per aver perso quelle chiamate. Insomma, se vi chiama l’1510 è l’Istat, non è “stalking”” di qualche call canter che cerca di propinarvi chissà quale servizio, e dovete rispondere.

La precisazione di una utente su un gruppo antbufale (
LE BUFALE SU FACEBOOK: NON CASCATECI!!! – GRUPPO ANTI BUFALE) :

L’unica novità è l’assegnazione del numero unico 1510. Per il resto, se si viene scelti a campione si riceve una lettera (o una pec) in cui tra le varie opzioni c’è la possibilità di essere intervistati telefonicamente (le altre opzioni: autonomamente online, un addetto al proprio domicilio o presso gli uffici comunali). Tutto ciò avviene dopo aver preso contatto e appuntamento per incontro di persona o telefonico. Non ci si può sottrarre e solo in quel caso possono scattare le sanzioni.
A questo link trovate le modalità previste dall’Istat (il rilevamento si è comunque concluso il 20 dicembre 2018): https://www.istat.it/it/censimenti-permanenti/popolazione-e-abitazioni/intervista-con-rilevatore

A quest’altro le domande e risposte: https://censimentigiornodopogiorno.it/domande-e-risposte/?

E ancora “Attenzione, È fatto obbligo a tutte le amministrazioni, enti e organismi pubblici di fornire tutti i dati che vengano loro richiesti per le rilevazioni previste dal programma statistico nazionale. Non riguarda le persone ma solo agli enti pubblici che oltretutto non avvengono tramite chiamate telefoniche ma con apposite circolari (esperienza personale) l’ISTAT può fare indagini telefoniche ma assolutamente non esiste obbligo di risposta.”

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