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Trovati 5 corpi smembrati: subito l’esame del dna

Sono ore d’angoscia per i familiari dei tre Napoletani scomparsi lo scorso 31 gennaio in Messico in una sperduta regione centrale del Messico: lo stato di Jalisco.

Quarantott’ore fa i media locali hanno diffuso una notizia agghiacciante: cinque cadaveri smembrati sono stati scoperti dalla polizia;

erano dentro buste di plastica lasciate all’interno di un Suv rosso parcheggiato a bordo di un sentiero rurale nei dintorni di Chilapa, nello stato messicano di Guerrero, nel Sudest del paese.

 

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I resti umani sono stati ritrovati da residenti del luogo, che si dirigevano verso il tradizionale mercato settimanale di Chilapa.

Gli specialisti della polizia scientifica che li hanno esaminati hanno avvertito che, dato lo stato in cui si trovano, sarà difficile identificarli.

L’avvocato che assiste i familiari dei tre napoletani ha immediatamente avviato le procedure per l’esame del Dna ma la polizia scientifica del posto ha già fatto sapere che, a causa della condizione dei corpi, sarà molto difficile riuscire a identificarli.

Racconta Il Messaggero: “Più passa il tempo e più si definiscono i contorni della vicenda sui tre napoletani scomparsi tra Ciudad Guzman, Tecalitlan e la tierra del diablo, che vede in un derelitto villaggio montano chiamato Jilotlan de los Dolores –

 

luogo già tristemente noto e finito al centro di inchieste sul narcotraffico gestito dai temibili clan messicani – una delle più proficue centrali di produzione di eroina, cocaina e crak.

Si conferma purtroppo il quadro investigativo anticipato dal «Mattino» sin dai primi giorni successivi alla pubblicazione della scomparsa dei napoletani. A determinare il sequestro di persona dei connazionali sarebbe stata una vendetta.”

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