Il killer silenzioso: in Europa le centrali a carbone fanno due morti ogni ora. La mappa della morte

Greenpeace International ha presentato oggi il nuovo rapporto “Silent Killers” che si basa su una ricerca condotta dall’università di Stoccarda  e dal quale emerge che «Il fumo che esce dalle ciminiere delle centrali elettriche a carbone, in Europa, uccide più di due persone all’ora».

Gli ambientalisti sottolineano che «Le centrali a carbone sono tra le più pericolose fonti di emissione di inquinanti atmosferici, tanto nell’Unione Europea quanto a livello globale. Gas acidi, fuliggine e polveri sottili rappresentano il maggior contributo industriale alla generazione del particolato fine, che penetra in profondità nei polmoni e direttamente nel sangue. Questo inquinamento ha effetti sulla salute di neonati, bambini e adulti, causa attacchi cardiaci e cancro al polmone, incrementa gli attacchi d’asma e i problemi respiratori. Decine di migliaia di chili  di metalli pesanti tossici come mercurio, piombo, arsenico e cadmio sono emessi ogni anno dalle ciminiere delle centrali a carbon, aumentando i rischi di insorgenza di malattie oncologiche e danneggiando la crescita dei bambini. Nonostante questo impatto sanitario, i governi europei hanno sin qui evitato di rottamare una fonte energetica legata agli albori della Rivoluzione industriale, più che al nostro futuro: tra il 2009 e il 2012 i consumi di carbone sono tornati a crescere e oggi nel vecchio continente si stanno sviluppando 50 nuovi progetti di centrali a carbone».

Le circa 300 centrali a carbone funzionanti in Europa producono un quarto dell’energia elettrica consumata nell’Ue ma producono anche il 70% degli ossidi di zolfo e più del 40% degli ossidi di azoto provenienti dal settore elettrico. «Queste centrali sono la fonte di circa la metà di tutte le emissioni industriali di mercurio e di un terzo di quelle di arsenico ed emettono quasi un quarto del totale delle emissioni europee di CO2».

I Paesi più colpiti dalle emissioni del carbone in termini sanitari sono: la Polonia, con più di 5.000 morti premature l’anno, la Germania, la Romania e la Bulgaria. Le aziende maggiormente responsabili di questi impatti sono: Pge (Polonia), Rwe (Germania), Vattenfall (Svezia), Ppc (Grecia) e la nostra Enel, compresa la sua controllata SlovenskéElektrárne.

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