Piacenza. La compagna del Carabiniere Giuseppe Montella: “molto provata”. Niente interrogatorio

Piacenza. Sono in corso gli interrogatori relativi allo scandalo della Caserma Levante. Oggi è stata la volta del Maresciallo, che ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Ai giornalisti, che lo hanno seguito fuori dal tribunale, ha speigato di non aver mai avuto una sanzione disciplinare in tanti anni di carriera. LEGGI ANCHE: Piacenza. il Maresciallo: “In 30 anni mai una sanzione”

Gli inquirenti vogliono approfondire la posizione della compagna di Giuseppe Montella che si dice etranea allo spaccio.

Maria Luisa Cattaneo “è molto provata e non si è pertanto sottoposta all’interrogatorio” ha riferito l’avvocato Daniele Pezza, difensore della compagna dell’appuntato inquisito.

La donna si trova al momento ai domiciliari “ha tuttavia reso spontanee dichiarazioni con le quali ha chiarito i propri rapporti con il signor Montella e si è dichiarata estranea ad ogni attività di spaccio”.

Il racconto del Il Corriere:

Mery Cattaneo conosce l’attività del compagno. Consiglia al carabiniere di interrompere i rapporti con gli informatori dopo l’arresto dei soci-pusher Giardino. È sempre lei a metterlo in guardia dopo il ritrovamento di una microspia. Tanto che la coppia decide di «bonificare» l’auto: «Loro amore, loro non vanno mai ad immaginare che abbiamo sgamato le ambientali!», dice l’appuntato. Lei risponde: «Ma va! Non lo scoprirebbero mai».

I due nascondono insieme la droga, ma si parla anche di soldi.

La conferma della conoscenza degli affari criminali del compagno (fumano marijuana insieme) arriva anche da un’intercettazione. Mery chiede di fermarsi a un bancomat: «Scusami, come fai a ritirare i soldi? Ieri t’ho dato 250 euro», la redarguisce Montella. «Io ce li ho. Non posso farmi vedere che non ritiro: ho bisogno di ritirare i miei soldi per far la vita quotidiana, amore».

Nella giornata di oggi il procuratore Grazia Pradella ha fatto il primo sopralluogo nella caserma.

La stazione è stata posta sotto sequestro e nei giorni scorsi la guardia di finanza ha cominciato ad analizzate ordini di servizio, verbali e documenti relativi agli arresti effettuati dai militari per individuare ulteriori episodi illeciti e anche per ricostruire le eventuali responsabilità nella catena di comando.

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