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La procura della Corte dei Conti del Lazio ha aperto un fascicolo per verificare se il ministro dell’Interno Matteo Salvini abbia effettivamente utilizzato aerei ed elicotteri delle Forze dell’ordine per spostamenti non prettamente istituzionali. Dopo un’inchiesta di Repubblica, per cui il leader del Carroccio avrebbe viaggiato almeno una ventina di volte con mezzi della polizia e dei vigili del fuoco per iniziative proprie di propaganda, la procura ha deciso di avviare degli accertamenti per chiarire se ci sia stato o meno un dispendio illegittimo di risorse pubbliche.

LA FERRARI DEI CIELI

Andrea Lupi, a capo della Procura contabile del Lazio, ha aperto il fascicolo come atto dovuto e nei prossimi giorni potrebbe richiedere della documentazione al Viminale. In particolare, il focus è puntato sull’uso del lussuoso bimotore Piaggio P-180, chiamato anche la “Ferrari dei cieli“. Secondo quanto riportato da Repubblica, venerdì scorso Salvini avrebbe utilizzato questo mezzo per dirigersi a Reggio Calabria, per partecipare ad una cerimonia anti-mafia, da cui si sarebbe poi spostato a bordo dello stesso bimotore per arrivare a Catanzaro, dove lo attendeva un comizio elettorale. Viene inoltre contestato l’uso dell’aereo della polizia non solo in base ai fini dello spostamento, ma anche in base ai costi: un jet Alitalia avrebbe comportato una spesa nettamente minore.

“SOLO IMPEGNI ISTITUZIONALI”

Subito è arrivata la replica del vicepresidente del Consiglio: “Nessun abuso, nessuna irregolarità, nessun volo di Stato o della Polizia per fare comizi ma sempre per impegni istituzionali. Sfido chiunque a dimostrare il contrario”, ha affermato Matteo Salvini.

“Il ministro degli Interni non sta mai al lavoro e gira il Paese per comizi su aerei pagati dagli italiani”, lo aveva accusato su Facebook il presidente della Toscana, Enrico Rossi.

Il ministro dell’Interno si era difeso affermando: “Se risolvo un problema e lo faccio da Marte o dal Viminale che cosa cambia? Se volete posso restare 16 ore in ufficio a guardare Sky, io incontro sindaci, imprenditori, agricoltori, non voglio fare il ministro sigillato in ufficio. Ora vado al Viminale e mi faccio una foto così a Repubblica sono contenti e io posso continuare a fare il mio lavoro”. Dal primo gennaio di quest’anno Matteo Salvini si è presentato al Viminale solo 17 giorni.

Il leader della Lega, nei primi quattro mesi e mezzo del 2019, ha viaggiato per 211 tappe in tutta Italia, tra feste di partito e comizi, tra eventi pubblici, come manifestazioni o celebrazioni, e cene elettorali.

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