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kievSimferopoli, 1 marzo 2014 – L’Armata russa marcia sulla Crimea, e la tensione a Simferopoli, capitale della repubblica autonoma ucraina di Crimea, e’ altissima. Decine di uomini armati, privi di insegne di riconoscimento, hanno circondato il Parlamento locale. Due batterie di mitragliatrici pesanti sono state poste davanti all’edificio con l’intento di difenderlo anche se non e’ affatto chiaro al momento se si tratta di filo-russi (come sembra piu’ probabile) o di forze fedeli a Kiev. Miliziani pro-russi giovedi’ erano entrati nel Parlamento rimanendo all’interno. La Russia avrebbe inviato “di recente” in territorio ucraino seimila militari supplementari: e’ l’accusa lanciata dal ministro della Difesa di Kiev, Ihor Tenyukhe’ avvertendo che le Forze Armare nazionali sono state poste in stato di massima allerta sulla penisola di Crimea, dove ieri era stata denunciata la presenza di duemila soldati di Mosca. Dal canto suo il premier Arseny Yatseniuk ha definito “inaccettabile” la presenza di “blindati russi nel centro delle citta’ dell’Ucraina”, e ha sollecitato Mosca a cessare ogni operazione militare. Kiev, ha aggiunto Yatsenyuk, non cedera’ alle “provocazioni”. Intanto il neo primo ministro del governo autonomo filo-russo in Crimea, Sergiy Aksyonov, si e’ rivolto direttamente a Vladimir Putin esortando Mosca a intervenire per aiutare a “ristabilire la calma e la pace” sulla penisola ribelle. “Tenendo conto della mia responsabilita’ per la vita e la sicurezza dei miei concittadini, chiedo al presidente russo Vladimir Putin di contribuire a garantire pace e tranquillita’ sul territorio della Crimea”, ha affermato Aksyonov, pronunciando un solenne discorso che in Russia la televisione di Stato ha trasmesso integralmente. Immediata risposta del Cremlino: “La Russia”, hanno affermato fonti governative a Mosca, “non ignorera’ la richiesta di assistenza rivolta al presidente Putin, e non la lascera’ priva della sua attenzione”. Ieri la tensione ha conosciuto una nuova impennata, con l’occupazione dei due aeroporti da parte di miliziani pro-russi, e l’invasione di 2.000 soldati russi denunciata da Kiev. Il presidente ad interim ucraino Oleksander Turchinov ha accusato la Russia di aver aggredito il Paese invadendo la Crimea, repubblica autonoma ucraina, e si e’ appellato al presidente Vladimir Putin chiedendogli di porre fine alle provocazioni, che, ha accusato, ricordano quelle che portarono nel 2008 le truppe di Mosca in guerra con la Georgia. Barack Obama si e’ detto “profondamente preoccuato dalla notizia di spostamenti di truppe russe in Ucraina” e ha avvertito che “ogni violazione della sovranita’ dell’Ucraina sarebbe profondamente destabilizzante” concludendo che sarebbe molto costoso, per qualunque Paese, (Russia, ndr) qualsiasi tipo di intervento militare in Ucraina. “Gli Stati Uniti e la comunita’ internazionale sono certi di poter affermare che qualsiasi intervento militare in Ucraina avrebbe un costo. Ogni violazione della sovranita’ Ucraina sarebbe molto destabilizzante”, ha detto Obama intimando, seppur senza citarla esplicitamente, la Russia a fermare qualsiasi operazione militare in corso. Nel frattempo arriva il duro avvertimento da parte di ‘Gazprom’ alle autorita’ ucraine, cui e’ stato ricordato il debito “enorme” accumulato nei confronti del colosso energetico russo: piu’ di un miliardo e mezzo di dollari in forniture di gas non pagate, con la conseguenza che Kiev potrebbe tra l’altro perdere gli sconti, pari a circa un terzo rispetto ai prezzi correnti di mercato, previsti dall’accordo firmato il 17 dicembre scorso a Mosca tra i presidenti dei due Paesi, Vladimir Putin e l’allora omologo Viktor Yanukovich. “Con l’Ucraina siamo in buoni rapporti, il passaggio del gas sul suo territorio funziona ma”, ha puntualizzato il capo portavoce di ‘Gazprom,’ Serghei Kupriyanov, citato dall’agenzia di stampa statale ‘Ria-Novosti’, “bisogna semplicemente che loro il gas lo paghino. Il debito e’ pari a 1,549 miliardi di dollari, ed e’ immenso”. Si tratta di una cifra equivalente a oltre 1,12 miliardi di euro. “E’ chiaro che, con un debito del genere”, ha ammonito Kupriyanov, “l’Ucraina puo’ non essere in grado di conservare le riduzioni di prezzo per le forniture. L’accordo sugli sconti”, ha ricordato, “prevede infatti pagamenti completi e tempestivi”. Intanto si registra la seconda telefonata in due giorni del vicepresidente americano Joe Biden al neo-primo ministro ucraino ad interim, Arseniy Yatsenyuk: secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, di fronte al precipitare della crisi in Crimea il vice di Barack Obama ha voluto “riaffermare il forte sostegno degli Stati Uniti per il nuovo governo e il nostro impegno a favore della sovranita’, dell’integrita’ territoriale e del futuro democratico dell’Ucraina”. Biden ha inoltre “elogiato” le autorita’ di Kiev “per la loro reiterata moderazione”, ricordando inoltre come Yatsenyuk abbia garantito di voler ottemperare agli obblighi internazionali assunti dal suo Paese, e di operare nell’interesse dell’intera popolazione, non solo dei sostenitori delle vecchie forze di opposizione. Si e’ invece rivolto direttamente a Vladimir Putin il neo-primo ministro del governo autonomo filo-russo in Crimea, Sergiy Aksyonov, esortando Mosca a intervenire per aiutare a “ristabilire la calma e la pace” sulla penisola ribelle.
“Tenendo conto della mia responsabilita’ per la vita e la sicurezza dei miei concittadini, chiedo al presidente russo Vladimir Putin di contribuire a garantire pace e tranquillita’ sul territorio della Crimea”, ha affermato Aksyonov, pronunciando un solenne discorso che in Russia la televisione di Stato ha trasmesso integralmente. (AGI) .

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