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Immagine4Roma, 11 settembre 2014 – Le passioni nascono dal cuore. E se il cuore è Neroverde batte ancora di più. Perché l’amore per la propria città, spesso e volentieri, si sintetizza in iniziative volte a riscoprirne l’identità. E’ il caso di Venezia, la città lagunare. “Il più bel posto al mondo”, tanto per dirla alla Indiana Jones, che dal grande schermo esclamò: “Ah, adoro Venezia”. O alla Peggy Guggenheim, che disse candidamente: “Si è sempre dato per scontato che Venezia sia la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia o semplicemente visitarla significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro”. Ma se è vero che di Venezia si innamorarono mercanti e viaggiatori, lo è anche che i suoi più fedeli ammiratori sono proprio i veneziani. Ed essere veneziano doc significa voler riscoprire quelle origini spesso perse a causa dell’incessante trascorrere del tempo, del turismo inflazionato e della contaminazione da parte di chi, di Venezia, proprio interessato non è. In mezzo agli angoli più bui, a qualche rimasuglio di cartaccia lanciata a terra dai milioni di visitatori che attraversano i ponti della laguna, alle bancarelle con gadgets dozzinali, però, un piccolo miracolo si è compiuto. E quel cuore Neroverde è tornato a battere più forte di prima. Venezia ha già una squadra di calcio, in effetti, ma una squadra che per varie vicissitudini ha un po’ perso quell’identità iniziale. Ecco allora che da un gruppo di tifosi è nata l’idea di riappropriarsi delle proprie radici. E’ nata così, nel 2011, l’associazione sportiva culturale Cuore Neroverde, composta da un insieme eterogeneo di persone, di tutte le età, legate dalla passione comune per i colori neroverdi, che hanno contraddistinto la squadra di calcio di Venezia dagli esordi (la fondazione risale al 14 dicembre 1907), fino al 1987, anno in cui è avvenuta la fusione con il Mestre. Qualcuno non si è riconosciuto nell’attuale assetto societario della nuova squadra (l’F.B.C. Unione Venezia), così tra una chiacchierata su Facebook e qualche telefonata è nata l’idea di incontrarsi nella storica osteria “Corte dell’Orso”, proprio là dove, nel lontano 1907, nacque il F.B.C. Venezia. Cuore Neroverde ha circa 80 iscritti e ha lo scopo di salvaguardare le tradizioni dello storico Calcio Venezia. Dal settembre 2013, pertanto, l’associazione ha avviato un percorso congiunto con l’ASD Laguna Venezia, che dovrebbe riportare, gradualmente, alla rinascita di un Calcio Venezia Nerovere. La particolarità è che un rappresentante dell’associazione – presieduta da Marco Semenzato -, il vice presidente Gianalberto Scarpa Basteri, siede all’interno del direttivo della società sportiva. Si tratta di un vero e proprio supporters trust, sulla falsa riga di quelli già conosciuti all’estero (vedi Manchester United e Wimbledon in Inghilterra o Salisburgo in Austria), che non solo mette quote per supportare la società, quote che si vanno ad aggiungere al capitale già esistente, ma che in questo modo partecipa attivamente alle decisioni della stessa mettendo in oltre a disposizione le conoscenze professionali dei singoli associati. La prima squadra del Laguna Venezia è già passata dalla Promozione all’Eccellenza, ovvero al massimo livello regionale,e da quest’anno oltre alla Prima Squadra anche gli Juniores giocheranno in Neroverde. Peraltro l’idea è quella di cambiare la denominazione, il prossimo anno, in Calcio Venezia 1907. Tutto ciò è stato possibile anche grazie all’impegno del vice presidente della società, Luca Zane, subentrato al fratello Stefano, venuto a mancare ad inizio anno. Una società presieduta da Flavio Rossetto che conta, solo per il settore giovanile, circa 380 atleti e che è nata con lo scopo di consentire a tutti i veneziani di poter fare sport, ma uno sport indennitario e legato all’amore per la propria città. Peraltro sulle maglie, ovviamente neroverdi, arricchite dal leone alato e dorato di San Marco, appare l’effige dell’Avapo Venezia (associazione volontari per l’assistenza di pazienti oncologici), per la cui causa Cuore Neroverde e il Laguna Venezia danno un grande contributo. Il futuro della società ha grandi prospettive, tra cui quella di poter finalmente giocare qualche partita anche allo stadio Penzo (per adesso si gioca a Murano, Sant’Alvise e Baccini). Perché Venezia, dicono dall’associazione, “non è e non dovrà mai diventare una città museo”, ma un luogo di vita, di tradizione millenaria e di cultura. E allora forza Neroverdi, la stagione dei campionati è appena all’inizio.
di CHIARA GIANNINI

D.E.

 

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