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Ci siamo immediatamente prodigati a salvare la vita dei bambini che avevamo visto intrappolati all’interno del bus in fiamme e non abbiamo avuto alcuna esitazione nell’infrangere i vetri per poterli liberare – ha raccontato il maresciallo capo Roberto Mannucci, comandante della stazione di Paullo a Il Giornale La loro vita era per noi, in quel momento, la priorità assoluta anche a discapito della nostra incolumità. Siamo felici di averlo fatto, semplicemente facendo il nostro dovere“.

“L’allarme è arrivato dalla chiamata del piccolo Rami ci è voluto meno di un minuto”, ha raccontato l’appuntato Domenico Altamura che ha risposto al centralino, per far scattare l’intervento delle gazzelle. Gli attimi della cattura dell’attentatore – ha aggiunto il militare ancora al Giornale – “sono stati molto concitati” visto che “i bambini erano tratti in salvo ed era rimasto solo l’attentatore, si è fatto in modo di prenderlo, immobilizzarlo e mettere anche lui in sicurezza. Il nostro compito è salvare ogni vita, anche la sua, perciò lo abbiamo portato fuori dalle fiamme”.

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“Nel giorno in cui nasce la primavera, festeggiamo cinquantuno bambini tornati a casa. Cinquantuno bambini, la primavera della vita. È stato tutto molto semplice, tutto come mille altre volte: una richiesta di soccorso, l’allerta della centrale, l’intervento. È stato straordinario. Voi in pochi di fronte a un autobus impazzito che vi speronava, a una minaccia terribile e mortale, alle fiamme che già divoravano le lamiere. Avete vinto. Nessuno si è fatto male, nemmeno chi di quell’orrore era stato l’artefice. Perché le vite si salvano tutte. Siete stati gli angeli della strada, i supereroi che volano fra i grattacieli proteggendo la metropoli, l’argine contro la follia.

Noi in tanti, 110 mila, che di fronte a tanto abbiamo solo una parola. Grazie. Grazie per averci resi orgogliosi della nostra uniforme. Per aver ricordato chi sono i Carabinieri, che cosa fanno da più di due secoli. Sono quelli che corrono verso il pericolo laddove l’istinto umano è fuggirne. Quelli che vedono in ogni bambino un figlio, in ogni donna una sorella, in ogni anziano un genitore. Grazie perché domani sarete di nuovo sulla strada. Correndo alla prossima chiamata, pensando che in fondo non avete fatto che il vostro dovere”.

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