La lotta alla mafia deve unire e non dividere

735067_10151370044857138_1630051413_nRosanna Scopelliti é una giovane donna calabrese impegnata da anni nella mobilitazione delle coscienze della sua e di tutte le generazioni contro la ‘ndrangheta e contro tutte le mafie.

Con i suoi amici, e con Aldo Pecora in particolare, ha creato promosso e diffuso in Calabria e nel Sud l’associazione “Ammazzateci Tutti” diventata, grazie a lei e a Pecora, punto di riferimento della giovane società civile meridionale nella resistenza e nella denuncia delle pressioni, delle intimidazioni, del malaffare della criminalità organizzata.
Rosanna Scopelliti é figlia di un giudice probo e coraggioso, trucidato nel 1991 dalle mafie perché non si era piegato ai condizionamenti, ai ricatti, alle minacce. Rosanna allora aveva sette anni, allora – da ministro della giustizia – la conobbi recandomi sul luogo dell’agguato con Giovanni Falcone.

Negli anni ho seguito da lontano Rosanna. Cresciuta orfana nello strazio della perdita del padre Rosanna ha alleviato quel dolore dedicando la sua giovinezza a continuare la missione di suo padre armata solo del suo coraggio.
In queste elezioni ha deciso di accettare la candidatura a deputato della sua terra offertagli dal Pdl. I faziosi accecati di intolleranza che per questa sua scelta l’hanno aggredita sui social networks accusandola di “far morire suo padre una seconda volta”, di “farlo rivoltare nella tomba” eccetera eccetera, meritano solo compatimento e disprezzo. E però, l’accanimento che li muove, l’ottusa partigianeria che li fa delirare devono essere denunciate per il danno che producono, e le motivazioni politiche che li ispirano devono essere contestate in radice e apertamente da tutti coloro che hanno a cuore davvero e sul serio la lotta alla mafia. L’antimafia non é esclusivo monopolio di nessun partito, viceversa nessun partito in quanto tale può essere accusato di essere mafioso.

L’esperienza democratica e la verità ci ricordano e ci ammoniscono: Paolo Borsellino era politicamente di destra come Dalla Chiesa, come Pier Luigi Vigna, Falcone fu contrastato e vilipeso soprattutto da politici e magistrati di sinistra, Piero Grasso si é candidato nel PD e Ingroia ha fondato un suo partito con i vetero comunisti. Col ministro Maroni, leghista, agli interni molti boss latitanti sono stati catturati e molti patrimoni mafiosi confiscati.
Conclusione? ciascuno é libero e responsabile della trincea che si sceglie e nessuno ha il monopolio delle coscienze nè può insignirsi a priori del titolo di eroe antimafia perché schierato a destra, a sinistra o al centro. A decidere sono i fatti, i comportamenti, le scelte difficili e le battaglie che ciascuno conduce. Guai a chi per interessi politici ed elettorali denigra, divide e mette uno contro l’altro gli uomini e le donne che l’impegno antimafia l’hanno dimostrato e che deve unirli lealmente, solidalmente, coerentemente al di là di qualunque collocazione partitica. Rosanna merita rispetto e ammirazione perché il suo l’impegno l’ha testimoniato in tutti questi anni, giorno dopo giorno. Sono sicuro che lo testimonierà ancora più forte in parlamento.

di Claudio Martelli
(Ex Ministro di Grazia e Giustizia. Come Guardasigilli Martelli diventa il principale sostenitore del magistrato Giovanni Falcone, che viene da lui chiamato al Ministero a dirigere la Direzione Generale degli Affari Penali. In quel periodo Martelli e Falcone lavorarono al progetto della Superprocura antimafia e insieme contribuirono a varare normative antimafia fondamentali per il contrasto al crimine organizzato.)


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