La marcia di Pisa: quando la Folgore fece tremare i palazzi romani

Il funzionario di P.S., minacciò una carica per disperdere i militari, ma i parà mimarono una “controcarica” che dissuase la Polizia da mettere in atto il proposito, preferendo contenere la manifestazione che si avviava alla volta della stazione di Pisa con sufficiente ordine. Raggiunta la meta dei manifestanti, la situazione venne ulteriormente normalizzata da un fotografo locale conosciuto nell’ambiente dei militari che si rivolse ai paracadutisti e li invitò amichevolmente a tornare in caserma. Lo schieramento ordinatamente rientrò in caserma cantando. Tutta la truppa fu immediatamente consegnata in caserma a tempo indeterminato. L’indomani ebbero luogo le reazioni, rimbalzate dalla stampa a livello nazionale e approdate in Parlamento, dove vennero presentate interrogazioni al Ministro della Difesa. Alcuni organi di stampa parlarono di marcia fascista su Pisa. La giunta comunale della città discusse una mozione per proporre il trasferimento della SMiPar in altra località, incontrando il dissenso degli esercenti cittadini contrari al provvedimento, di fronte alla prospettiva di perdere le entrate derivanti dalla presenza dei giovani in città. Vennero fatte pressioni sui politici locali e la mozione venne ritirata.

Due giorni dopo l’episodio, i vertici militari inviarono in ispezione alla SMiPar, il generale di corpo d’armata Alvaro Rubeo, Ispettore delle Armi di Fanteria e Cavalleria, che fece una dura reprimenda a tutti i reparti, schierati in adunata generale. Alla fine del rimprovero, però, alcuni testimoni riportano che il generale, inaspettatamente, concluse dichiarando che se avesse avuto ancora vent’anni, alla marcia avrebbe partecipato anche lui. Seguirono grida di acclamazione e l’alto ufficiale fu irritualmente portato in trionfo sostenuto a braccia. Le indagini della procura militare non portarono a condanne, mentre l’inchiesta interna portò all’adozione di una punizione di tre mesi per uno dei graduati istruttori di leva, e la mancata accettazione della domanda di permanenza in servizio effettivo dell’unico ufficiale presente alla marcia. (scritto da IlSecoloTrentino)

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