Condividi

Oggi Davigo si smarca da quell’attacco schierato. D’altra parte non proviene da Magistratura Democratica, la corrente rossa, ma è un ex Magistratura Indipendente. Ha lasciato la corrente un anno fa, ma nel frattempo ha trovato modo di riabbracciare la filosofia del giustizialismo e anche del “grillismo”. Assieme a Dario Fo e Beppe Grillo ha partecipato alla Notte dell’Onestà, sia pure tramite un messaggio registrato e non salendo direttamente sul palco, per non essere attaccabile.

Mani Pulite e la Notte dell’onestà. Da presidente dell’Anm, invece, è subito salito alla ribalta della cronaca stigmatizzando la corruzione in politica. Ha attaccato anche il centrosinistra, a differenza dei suoi predecessori in Anm, ma il suo appare un attacco a Renzi da sinistra. In perfetta continuità con quella che è la linea del sindacato dei magistrati, fin dai tempi di quel memorabile litigio in tv tra Cossiga e l’allora presidente Palamara, bollato con un esilarante “Faccia da tonno”.

Basta fare una capatina sui social network per capire come le parole di Davigo siano piaciute al volgo: “Finalmente uno che ha il coraggio di dire che i politici sono tutti ladri”. “Finalmente una toga non rossa che attacca Renzi e la sinistra”. E via coi commenti di giubilo.
L’intervista che Davigo ha però rilasciato al Corriere è pericolosa: populista, demagogica, giustizialista, superficiale. Pone i giudici come buoni e i politici come cattivi. “Non esistono innocenti, solo colpevoli non ancora scoperti”, diceva non a caso lo stesso Davigo, ancora rivendicandolo nella stessa intervista.

Non è questa la giustizia che ci piace. Non è questo il clima che fa bene all’Italia. Ed è chiaro che la politica fa bene a difendersi da questi attacchi gratuiti della magistratura. E’ un dovere del parlamento e di tutti i governi, non solo dell’attuale.

Davigo dovrebbe smentire e chiarire le sue parole, altrimenti è giusto attendersi un intervento importante degli altri due poteri, legislativo ed esecutivo. Parlamento e governo dovranno fare quadrato, senza per questo essere bollati come “fascisti”. Gli attacchi della magistratura alla politica hanno passato il segno, le parole di Davigo sono l’ultima goccia. Ed è grave che la politica non stia reagendo, ma le uniche vere critiche arrivino da Csm e Bruti Liberati, come se solo i magistrati potessero criticarsi tra loro.

Roma, 24 aprile 2016

Riccardo Ghezzi

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedenteRussia chiama Roma
Prossimo articoloAmara sorpresa in arrivo: la tassa che riguarda tutti. Scoppia la protesta