La profezia di Papa Ratzinger

Chi guida la barca
Benedetto XVI si è dimesso esattamente per i motivi da lui dichiarati: si era accorto che il venir meno delle forze gli avrebbe presto impedito di assolvere i compiti ordinari legati al suo ministero. Ritirandosi, nel suo ultimo discorso pubblico da Papa, ha ripetuto quello che aveva detto nell’omelia d’inizio pontificato: riguardando indietro, ha ricordato anche i «momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire». Ma ha confessato anche di aver sempre percepito che «in quella barca c’è il Signore», che «la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è Sua e non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto».

Così, rinunciando al suo ministero petrino, Ratzinger ha anche mostrato che nessun Papa può credere di essere lui a «salvare» la Chiesa; che la sua figura è secondaria, destinata a venir meno, e al massimo può indicare agli altri i gesti di salvezza operati da Cristo stesso, nel tempo presente.

Lo ripete sempre anche Papa Francesco. «Oggi, sulla strada, mentre arrivavo, c’era gente che salutava: “viene il Papa, il capo, il capo della Chiesa….”. Il capo della Chiesa è Gesù, non scherziamo!» ha voluto ridire l’attuale successore di Pietro anche nell’omelia a braccio della messa in Coena Domini, celebrata giovedì scorso nel carcere di Paliano. L’armonia e il sostegno reciproco tra l’attuale Vescovo di Roma e il suo «emerito» si condensa in questa loro condivisa familiarità con il cuore dell’avvenimento cristiano. A quel livello, anche il «Papa ritirato» continua a essere figura di profetico e confortante richiamo per l’attuale Successore di Pietro e per tutta la Chiesa. Ora che, davanti all’intenso ministero di Papa Francesco, si rialzano anche, a vento e a controvento, le vele dei più insulsi e interessati trionfalismi e catastrofismi clericali. Tutti arruolati e concordi nel tagliar fuori dall’orizzonte il mistero dell’operare della grazia di Cristo («Senza di me, non potete far nulla», Gv 15,18; «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo», Mt 28, 20).

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