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Sesso in carcere è un diritto dei detenuti: la proposta che fa discutere.

L’obiettivo è dare uno sbocco normativo al dibattito politico e legislativo sul tema del riconoscimento del diritto soggettivo all’affettività e alla sessualità delle persone detenute.

La Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd), ha licenziato con parere favorevole a maggioranza una proposta di legge al Parlamento, primo firmatario Leonardo Marras, capogruppo Pd. I consiglieri di Forza Italia e Lega Nord hanno espresso parere contrario.

Il parere del Sindacato di Polizia Penitenziaria SAPPE

Ciclicamente si tira fuori la sciagurata ipotesi di destinare stanze o celle per favorire il sesso ai detenuti. Lo diciamo da tempo con fermezza e lo ribadiamo: per il SAPPE i nostri penitenziari non devono diventare postriboli e i nostri Agenti di Polizia Penitenziaria non devono diventare ‘guardoni di Stato”.

Lo afferma Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, commentando la proposta di legge al Parlamento, primo firmatario Leonardo Marras, capogruppo Pd in Regione Toscana, licenziata con parere favorevole dalla Commissione Affari Istituzionali del Consiglio Regionale, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd): “Il sesso in carcere è una proposta inutile e demagogica. Si introduca piuttosto il principio di favorire il ricorso alla concessione di permessi premio a quei detenuti che in carcere si comportano bene, che non si rendono cioè protagonisti di eventi critici e che durante la detenzione lavorano e seguano percorsi concreti di rieducazione. E allora, una volta fuori, potranno esprimere l’affettività come meglio credono”.

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