Condividi

Detenuto a Marassi si cuce la bocca con ago e filo per protesta

Un detenuto maghrebino si è cucito la bocca con ago e filo per protestare per una richiesta respinta mentre un recluso sudamericano ha spaccato il lavabo del bagno della cella. Lo riporta il Secolo XIX

È la fotografia del carcere di Marassi, uno dei più grandi e sovraffollati d’Italia, contenuta nella denuncia di Michele Lorenzo,

segretario Liguria del Sappe, il sindacato autonomo dei poliziotti penitenziari, dalla quale emerge anche che sono stati trovati due cellulari sotto le brande dei detenuti.

«A Marassi – scrive Lorenzo – si verifica anche il paradosso che da qualche tempo a questa parte gli agenti non hanno acqua calda e i detenuti sì».

Molti dei problemi, secondo il Sappe, sono causati dal sovraffollamento delle celle: invece di 516 detenuti ce ne sono 720, di cui oltre il 50% stranieri.

Gli agenti invece sono sott’organico di 100 unità, anche se nessuno pone l’accento sui circa 70 poliziotti distaccati ad altre mansioni che risultano nella pianta organica di Marassi.

 

«La risposta alle nostre istanze della giunta della Regione Liguria di Toti è stata la nomina del garante dei detenuti, figura di cui non sentivamo l’esigenza visto che la nostra regione è amministrativamente gestita dal Piemonte dove già esiste il garante dei detenuti», afferma Lorenzo.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedenteReggio Calabria, maxi confisca di 50 milioni di euro alla 'Ndrangheta
Prossimo articoloDona un pezzo del suo fegato: bimbo di appena un anno salvato dal gesto solidale di un papà