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“Godere di buona stampa” è una formula che si usa sempre più spesso per indicare personaggi, istituzioni, squadre o quant’altro che possono contare sul contributo di recensioni e articoli favorevoli da parte dei media. I “giornalisti amici” che mettono sempre una buona parola per influenzare l’opinione pubblica, per interesse oppure per reale stima.
Quando qualcuno o qualcosa “gode di buona stampa”, significa che gli operatori dell’informazione non svolgono appieno il loro lavoro, in quanto non rispettano il principio dell’imparzialità mettendo in primo piano le simpatie personali o, peggio, gli interessi economici o di altro tipo.
Il governo Renzi è stato spesso accusato di godere di buona stampa, molto più di altri esecutivi che l’hanno preceduto, tra cui quello guidato da Silvio Berlusconi nonostante i detrattori abbiano sempre giurato che il tycoon possedesse tutto il mondo dell’informazione.
Matteo Renzi, dicevamo. Gode di buona stampa forse perché il gruppo De Benedetti-Espresso sta come da tradizione strizzando l’occhio al centro-sinistra, oppure perché è realmente carismatico e ha fatto colpo sulla stragrande maggioranza dei giornalisti italiani. Oppure, semplicemente perché i tempi sono cambiati e se una volta i media erano anti-governativi oggi hanno deciso di non esserlo più.
Come si traduce, però, questo sostegno dei giornali a Matteo Renzi? Ingigantendo il suo operato, dando un rilievo esagerato alle sue dichiarazioni e alle sue mosse, attribuendogli meriti che non ha. Oppure, in modo persino più subdolo, creando notizie fatte apposta per fargli fare la figura del gigante e dello statista.
Tra ieri e oggi ne abbiamo avuto un esempio. La notizia nazionale di primo piano è stata quella del direttore della reggia di Caserta messo alla berlina da alcuni fantomatici sindacati perché lavorerebbe troppo. Una notizia di poco conto però in effetti curiosa, anche se data in un modo un po’ superficiale. Si parla genericamente di alcune sigle sindacali, tra cui Ugl e Uil, non si specifica in modo preciso e puntuale le dichiarazioni, ma si informa comunque il lettore che alcuni sindacalisti contesterebbero al direttore i ritmi di lavoro che metterebbero addirittura a rischio la conservazione della reggia, proprio perché lo stakanovista vi risiede fino ad ora tarda.

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