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La comandante della Sea Watch, Carola Rackete, ha deciso di entrare nel porto di Lampedusa nonostante la mancanza di autorizzazioni da parte delle autorità ed è stata arrestata dalla Gdf. L’accusa – spiega il sito tgcom24 – è di violazione dell’Articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra, che prevede una pena dai tre ai dieci anni di reclusione. Intanto i 40 migranti sono stati fatti sbarcare e trasferiti nel centro d’accoglienza.

La nave è stata condotta a due miglia dalla costa di Lampedusa per motivi di sicurezza. “Per coloro che sono concorsi nel reato la pena è ridotta da un terzo alla metà”, recita ancora il codice di navigazione.

In precedenza Rackete era stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Agrigento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per rifiuto di obbedienza a nave da guerra. Nella giornata di venerdì il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva accusato il governo olandese di tenere un comportamento “disgustoso”.

L’Ong: “Non avevamo scelta” – “Non avevamo scelta. Alla comandante non è stata data alcuna soluzione di fronte a uno stato di necessità dichiarato trentasei ore fa e quindi era sua responsabilità portare queste persone in salvo”, ha affermato la portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi. “La violazione – ha aggiunto – è stata non del comandante, ma delle autorità che non hanno assistito la nave per sedici giorni”.

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