Ecco la tassa sulla spesa. I sacchetti per la frutta diventano a pagamento

Già era stato uno choc per molti quando, qualche anno fa, all’improvviso le buste in polietilene erano diventate a pagamento. Molte famiglie, per non vedersele addebitate sullo scontrino, avevano iniziato a portarle da casa, scegliendo tra le tradizionali e quelle in cotone.

Ora, però, la situazione si complica. Si sa, infatti, che non è possibile mettere insieme carote o cicoria, banane o mele e che per ogni ortaggio o frutta sarà necessaria una busta ultraleggera trasparente. E questa si pagherà. Quasi sicuramente il costo sarà di dieci centesimi ciascuna e, mano al portafogli, alla fine il consumatore spenderà svariati euro in più di oggi. Soldi, che verranno incassati in prima battuta dai supermercati e dai negozi, ma che alla fine torneranno allo Stato sotto forma di Iva o imposta sul reddito.

Critica è la Federdistribuzione, che ne fa una questione di igiene. Se la gente per ovviare al disagio dovesse iniziare a portare anche questi sacchetti ultraleggeri da casa, si potrebbe rischiare, con il riutilizzo, la veicolazione di eventuali germi e batteri.

Ma è certo che più di un consumatore lo farà per non dover tirar fuori altri soldi. Per risparmiare, o anche solo per protesta. Del resto c’è da prevedere che i negozianti saranno severissimi, perché la mancata applicazione di quanto disposto dalla legge prevede per loro multe severe, che vanno dai 2.500 ai 100mila euro se la violazione dovesse riguardare un considerevole numero di clienti.

Il Giornale