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Fughe rocambolesche con relativo inseguimento, documenti e generalità negati con arroganza, insulti a ruota libera e, in molti casi, anche le botte.

Calci, pugni, spintoni e addirittura morsi. Il tutto per sfuggire a un normale controllo, per scansare una denuncia o, peggio, un arresto. Gli episodi di resistenza, oltraggio e violenza a pubblico ufficiale ormai sono all’ordine del giorno nei mattinali di questura e carabinieri.

Una tipologia di reati che se da un lato rappresenta una routine per chi, notte e giorno, lavora per strada indossando una divisa, dall’altro sta registrando un inquietante incremento sul lungo periodo. E non solo nelle zone a maggior tasso delinquenziale della città.

Segno, verosimilmente, di una maggiore consapevolezza di impunità da parte di chi viene pizzicato in atteggiamenti sospetti da poliziotti e militari. Ma partiamo dai dati.

Solo nel 2018, sono state oltre 2600 le aggressioni ai danni delle forze di polizia, contando solo le forze preposte al controllo del territorio, escludendo dunque le aggressioni ai danni di reparti mobili in tumulti di piazza o all’interno delle carceri.

Spalmando il dato sui dodici mesi, troviamo sette feriti al giorno: uno ogni tre ore!

Che però non sempre, come testimoniano le cronache giudiziarie, si traduce in una qualche misura cautelare. In molti casi (forse troppi), i fermati ritornano in libertà nel giro di una manciata di ore.

“Le conseguenze spesso molto limitate a cui vanno incontro i malviventi, in molti casi rendono ‘conveniente’ il tentativo di sfuggire all’arresto con la forza – spiegava tre anni fa un articolo del resto del Carlino – Perciò, soprattutto le nuove leve della delinquenza  sembrano avere sempre meno timore della divisa, arrivando ad affronti aperti e violenti, che in casi estremi hanno costretto agenti o carabinieri a un passaggio al pronto soccorso”

LEGGI ANCHE: Poliziotti e Carabinieri in trincea, ogni 3 ore un agente viene picchiato e ferito in servizio: “in aumento aggressioni da parte degli stranieri”

La curva in crescita di questa tipologia dei reati ha rinfocolato in più occasioni le preoccupazioni dei sindacati di polizia. La richiesta di maggiore sicurezza per gli uomini e le donne che lavorano in strada e la certezza della pena sono da sempre in cima alla lista delle istanze avanzate dai rappresentanti degli agenti. E questi numeri, in una provincia relativamente tranquilla come la nostra, testimoniano come i loro timori siano più che mai fondati.

La situazione, da tre anni fa, non sembra essere cambiata poi tanto. Anzi…

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