Ladro uscì ferito dalla Questura: ora “incassa” settemila euro

Quello che sembrava essere un arresto di routine ha, tuttavia, riservato un finale inaspettato. Il tarantino M.T., che sanguinava da una mano ed era in evidente stato di agitazione, infatti, d’un tratto si tolse la fasciatura e minacciò di contagiare i poliziotti.

Fu a questo punto che il sovrintendente (anche lui salentino) estrasse l’arma, nel tentativo di fare desistere il malvivente dai suoi intenti. Mentre indietreggiava per schivare il ladro e scongiurare eventuali contaminazioni da Hiv, però, scivolò per terra. E, quando il suo gomito urtò sul pavimento, partì accidentalmente il colpo di pistola, che attinse l’arrestato ad una gamba.

L’agente a cui partì la pistolettata, nel corso del processo, ha sostenuto di non avere inserito la sicura all’arma perché, lavorando sulle Volanti ed essendo molto impegnato a causa delle lotte fra clan, voleva “essere pronto in caso di necessità”. E che la decisione di inserire la sicura non è regolata da alcuna direttiva, ma è a discrezione di ogni agente.

Non è stato di questo avviso il giudice, secondo cui il poliziotto avrebbe avuto un comportamento negligente: consapevole della pericolosità della pistola armata e non essendoci all’interno della questura necessità di avere l’arma pronta all’uso, avrebbe dovuto inserire la levetta di sicurezza.

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