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L’avventura di Salvini come ministro dell’interno si è conclusa da poche ore: al suo posto, come sappiamo, Luciana Lamorgese.

L’ex prefetto di Milano è considerata l’unico ‘tecnico’ all’interno del governo Conte-bis. Qualche polemica in queste ore sul web su un presunto atteggiamento considerato troppo soft” nei confronti dei migranti in passato, rispetto alla licea dura invocata dal capo della Lega. Ma sarà davvero così?

In effetti, secondo le prime indiscrezioni giornalistiche, Lamorgese vorrebbe adottare una linea più morbida rispetto a quella tenuta dal leader leghista, ma se le ONG si aspettavano immediatamente un cambio di atteggiamento nei loro confronti, hanno sbagliato i calcoli.

Nelle scorse ore la Alan Kurdi della Ong tedesca Sea Eye aveva chiesto notizie sulla validità del decreto Salvini, ricevendo dal Viminale una risposta chiara: “Più umanità, ma i porti restano chiusi”

Niente porti aperti in maniera indiscriminata, quindi. I casi, spiega Il Messaggero, saranno analizzati volta per volta.

Un lavoro complesso. E ora ci si aspetta molto da Bruxelles, a cominciare da una revisione della gabbia del Trattato di Dublino che impone al Paese di primo arrivo di farsi carico dei migranti sbarcati. Anche se è più facile immaginare che un contributo concreto arrivi con la ricollocazione dei migranti.

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