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Un detenuto magrebino ha cercato di evadere scavalcando il muro di cinta dei cortili di passeggio. E, cosa ancora più grave, per tentare l’impresa ha avuto la complicità di altri reclusi, che hanno cercato di ostacolare l’intervento dei poliziotti. I pochi agenti in servizio, però, sono riusciti a raggiungere e catturare il fuggitivo, che aveva già raggiunto la porta carraia del penitenziario. Il detenuto è stato posto sotto sorveglianza, ma ha dato in escandescenza, procurandosi ferite e lesioni sul corpo, oltre a generare caos nel reparto di detenzione in cui vengono ospitati i nuovi detenuti. Come accade da tempo, torna la polemica sul sovraffollamento della struttura, che attualmente ospita 260 detenuti.

Nel mese di Marzo, l’apertura di una nuova ala aveva scatenato la protesta delle organizzazioni sindacali, a causa della ormai cronica carenza di organico nella struttura. L’ultimo tentativo di evasione è accaduto in un momento in cui era in servizio un solo agente preposto al controllo passeggi, mentre in tutto l’istituto l’organico è composto da circa 135 unità. Nei giorni di piena attività, si riscontra una presenza non superiore alle 90 unità, sebbene più volte il sindacato abbia segnalato la urgente necessità di un incremento dell’organico di circa 80 unità aggiuntive. Il caso denunciato fotografa la situazione di emergenza in cui versano le carceri abruzzesi nelle quali il personale viene sottoposto a sacrifici non più tollerabili.

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