Torino, secondo i Giuristi democratici non va licenziata la maestra che ha insultato i poliziotti

 

Torino, i Giuristi democratici: non va licenziata la maestra che ha insultato i poliziotti

“Sospendete il procedimento disciplinare contro la maestra che ha augurato la morte ai poliziotti”.

I Giuristi democratici, l’associazione che riunisce per lo più avvocati progressisti, si schiera in difesa della maestra Lavinia Flavia Cassaro,

finita anche nel mirino del segretario Pd, Matteo Renzi, per le parole pronunciate contro gli uomini posti a difesa di un comizio di CasaPound, la scorsa settimana a Torino.

Lo riporta un articolo di Repubblica a firma di Jacopo Ricca. La donna, come sappiamo, è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di minacce e oltraggio a pubblico ufficiale,

 

 

ma secondo i legali democratici c’è stato un accanimento eccessivo verso l’attivista, che ha rivendicato il suo antifascismo e continuato a scendere in piazza anche nei giorni scorsi.

Si legge sul sito del quotidiano: “Quel che indigna non è l’incitamento alla magistratura ad appurare l’eventuale commissione di reati ciascuno è libero di farlo

– meglio se tramite esposto che via Twitter -, ma l’intenzione di colpirla nella sua vita lavorativa, ponendo definitivamente fine al suo difficile e precario percorso lavorativo.

E ciò al di là di qualsiasi eventuale processo e di qualsiasi condanna” scrivono nel comunicato.

Ciò che ha segnato la costituzionalizzazione del rapporto di lavoro è la sua contrattualizzazione: il lavoratore non vende più se stesso ma solo le attività indicate nel contratto e nell’orario ivi previsto,

restando irrilevante la sua vita extralavorativa – aggiungono i Gd – Lavinia Flavia Cassaro, in una situazione di esasperazione 

si è lasciata andare a un non condivisibile sfogo rabbioso: se verrà rilevato in ciò una condotta giuridicamente rilevante, ne risponderà all’esito del relativo processo”.

Il portavoce nazionale Cobas, difende la maestra vittima di “un ignobile e delirante linciaggio mediatico e politico-elettorale”.

 

 

In un comunicato riprendono quanto detto dal gruppo “cattive maestre” che già alcuni giorni fa, tra i pochi insieme a Cub (che le sta fornendo assistenza legale) e Potere al Popolo, si era detto solidale con Cassaro.

Anche i centri sociali, da Askatasuna al Gabrio, si sono messi dalla parte dell’educatrice che, oltre che da parte dei politici di quasi ogni schieramento, è finita al centro di un polverone anche sul web, dove cittadini,

ma anche esponenti delle forze dell’ordine l’hanno minacciata di morte e insultata. “Noi Flavia la conosciamo, frequenta la Palestra Popolare e diverse iniziative del Gabrio e del movimento,

e siamo solidali con lei per la flagellazione che le stanno infliggendo” scrivono gli attivisti del centro sociale di Borgo San Paolo.

Sulla vicenda della maestra Cassaro, per la quale la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, Fabrizio Manca,

hanno deciso la sospensione cautelare con stipendio dimezzato, pesano però anche alcune segnalazioni fatte dai genitori delle scuole elementari dell’Istituto comprensivo Leonardo Da Vinci di Falchera,

 

quartiere nord di Torino dove insegna. Le lamentele per i suoi comportamenti eccessivi e le sue urla avevano convinto il dirigente a

toglierle la classe assegnata e affidarla all’organico di potenziamento, dove si limita a sostituire le colleghe

malate. Nel comunicato ufficiale del Miur di tutto questo non si fa menzione, anche per questo i giuristi democratici chiedono uno stop al provvedimento:

“Licenziarla ora significherebbe invece solo mediaticamente segnare un’equidistanza tra fascismo e antifascismo,

tra chi spara e chi grida a volto scoperto e mani nude, e questo non è accettabile concludono – I Giuristi Democratici auspicano quindi l’immediata sospensione del procedimento disciplinare”.

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