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L’emendamento Marcucci apre la strada alla stepchild adoption. Salta l’intesa fra maggioranza e opposizione. Tensioni nel Pd fra laici e cattolici. Ap e Lega Nord annunciano battaglia. Si incrina anche l’asse Pd-M5S

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Le unioni civili approdano in Aula senza intesa e sotto una pioggia di insulti. L’emendamento premissivo a prima firma Andrea Marcucci, il cosiddetto “super canguro”, sarà il primo a essere.

La girandola di riunioni, che si sono tenute in mattinata in vista dell’inizio dei lavori, si sono concluse con un nulla di fatto.

Il Pd non ha voluto cedere alla richiesta di ritirare il canguro. E la Lega Nord ha risposto “picche” alla richiesta di ritirare i circa cento emendamenti premissivi. Non solo. I parlamentari del Carroccio, al termine della riunione con Pd, Fi e Ap, hanno annunciato battaglia anche sull’ordine delle votazioni. “L’emendamento Marcucci, essendo tra quelli premissivi il meno ‘distante’ dal testo in Aula, andrebbe votato per ultimo e comunque dopo gli emendamenti della Lega”, è la tesi del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. Il voto sull’emendamento Marcucci ha trovato anche i cattodem in trincea. “Ci sia la votazione per parti separate del canguro, con una prima parte sui diritti e doveri e una seconda sulla stepchild adoption”, afferma Rosa Maria Di Giorgi dicendosi contraria al fatto che “una legge non discussa in commissione non sia discussa anche in Aula” e augurandosi che sia lo stesso Pd a richiedere lo spacchettamento del canguro.

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