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Nel primo interrogatorio Amedeo Laboccetta (fiduciario di Fini in Campania) dopo l’arresto per complicità con il ras del gioco d’azzardo elettronico Francesco Corallo ha raccontato ai magistrati romani la sua verità. Scrive il pm Barbara Sargenti che “Gianfranco Fini, all’epoca vice presidente del Consiglio, aveva conosciuto Corallo proprio per il suo tramite in occasione di un viaggio-vacanza, nell’estate del 2004, sull’isola di Sint Maarten dove Fini e altre 14 persone vennero ospitati, a spese di Corallo, per due settimane”.

Così i pm, riporta il Giorno, ricostruiscono i legami tra la famiglia Tulliani e il “Catanese”. Si parte dal soggiorno di lusso nel paradiso fiscale dei Caraibi: “All’epoca Atlantis/Bplus (la società specializzata di Corallo, ndr)”, spiega Laboccetta, “aveva appena ricevuto la concessione italiana per l’attivazione e la conduzione operativa della rete, per la gestione telematica del gioco lecito, mediante apparecchi da divertimento ed intrattenimento, nonché per le attività e le funzioni connesse”. Al termine del soggiorno “Fini suggellò con Corallo un’intesa che è stata utile ad Atlantis/Bplus nello svolgimento dei rapporti con l’Amministrazione dei Monopoli”.

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