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Gli agenti di una volante di Polizia l’hanno trovato in piazzetta Duca d’Atene, in piena notte, in un momento della settimana in cui il passeggio nel centro storico di Lecce, dopo una certa ora, è ridotto all’osso. Hanno intuito subito che le sue intenzioni non erano delle più amichevoli. Sembrava che stesse cercando di nascondersi. E, soprattutto, di nascondere qualcosa. Infatti, Dario Panico, 33enne di Galatina, aveva appena consumato un furto. Maldestro, peraltro. Aveva dei graffi sulla mano destra. Succede, spaccando una vetrina senza prendere qualche accortezza.

Erano le 2 passate. Panico, impaziente di allontanarsi, infastidito da quel controllo improvviso (deve essergli gelato il sangue nelle vene, quando da un angolo è spuntata la volante che procedeva a passo d’uomo), non ha saputo fornite ai poliziotti risposte in grado di soddisfare la loro “curiosità” su cosa stesse facendo lì, in quel momento. Ha provato a spiegare che doveva giusto espletare un bisognino. Una circostanza però non è sfuggita. Stringeva in grembo alcune statuine di terracotta. Lui, ha provato a giustificarsi, sostenendo di averle trovate per strada.

IL FURTO

Piazzetta Duca d’Atene è uno slargo che si apre su via Giuseppe Libertini, poco dopo essere entrati nel borgo antico da Porta Rudiae. Qui vi sono diverse attività commerciali. Fra cui – guardacaso – un negozio di oggettistica in terracotta. E le statuine non si erano certo animate da sole per magia, uscendo dalla teca per una romantica passeggiata notturna fra i vicoli barocchi. Il vetro, peraltro, era stato sfondato e, si presume, con un pugno, visto il taglio sulla mano del giovane.

Perquisito, il 33enne aveva addosso altre statuette. Se n’era riempito quanto più possibile le tasche interne del giubbotto, sperando sicuramente di rivenderle ai turisti. Convocata la proprietaria, le ha riconosciute per sue. E così, il giovane è stato portato in questura. Sentito il pubblico ministero di turno, Roberta Licci, è stato arrestato per furto aggravato e posto ai domiciliari a Galatina, dove ha la residenza. E’ difeso d’ufficio dall’avvocato Fulvio Pedone.

Curiosità: nelle tasche Panico aveva nascosto ben sei pupi. Raffiguravano carabinieri, finanzieri e vigili del fuoco. Non ne aveva, invece, di poliziotti. Il destino ha fatto in modo che riempisse questa lacuna sotto forma di materializzazione di poliziotti in carne e ossa. Anche se il 33enne avrebbe senz’altro preferito completare la collezione con meno “invadenti” agenti di terracotta.

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