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Molto spesso abbiamo sentito proposte di ogni tipo sulla reintroduzione della leva militare in Italia, Una formazione militare presso le forze armate dai 18 ai 22 anni che aprirà anche alla possibilità di crediti formativi universitari, è la proposta di legge che secondo quanto riporta il Giornale.it nella giornata di domani sarà votata in parlamento, ideatore il Matteo Perego eletto alla Camera con Forza Italia. Secondo quanto si legge, l’intento sarebbe quello di “risvegliare il senso di appartenenza alla Repubblica, vivere un’esperienza che avvicini i giovani al mondo della Difesa e gli consenta di responsabilizzarsi, sperimentando la vita militare e acquisendo al contempo conoscenze specifiche nel campo della cybersicurezza”

La leva obbligatoria venne istituito con la nascita del Regno d’Italia e confermato con la nascita della Repubblica italiana è andata avanti fino al 2004. Tutti sappiamo bene o male come funzionava, anche chi per ragion d’anagrafe non ci è passato: una volta compiuti 18 anni, i cittadini italiani di sesso maschile erano chiamati a prestare servizio armato. Una volta effettuata la visita medica, se idonei, dovevano svolgere la leva obbligatoria. Negli anni ’70 venne introdotta l’obiezione di coscienza e l’istituzione del servizio civile, obbligatorio, alternativo e sostitutivo a quello militare per chi, risultato idoneo alla visita di leva, non voleva prestare servizio. Il servizio militare obbligatorio aveva una durata tra i 10 e i 12 mesi. Nel 2000, durante il governo D’Alema fu emanata una legge che conferiva al governo italiano la delega a emanare disposizioni concernenti la graduale sostituzione, entro 7 anni, dei militari in servizio obbligatorio di leva con volontari di truppa.
La norma – ci spiega il quotidiano Today.it – non aboliva radicalmente l’obbligo della coscrizione, ma ne statuì la possibilità del ripristino – per una o più classi – in caso di carenza di soldati, e in due casi particolari: qualora venisse deliberato lo stato di guerra, ai sensi dell’art. 78 della Costituzione e in caso di gravissime crisi internazionali in cui l’Italia sia coinvolta direttamente o in ragione della sua appartenenza a una organizzazione internazionale. Dal 2005 l’obbligatorietà del servizio è inattiva, come stabilito dalla legge Martino. Mentre resta possibile l’arruolamento volontario, compreso quello al femminile.

Torniamo ad oggi. I destinatari di questo nuovo disegno di legge invece dovrebbero essere “ragazzi e ragazze che abbiano interesse a avvicinarsi e conoscere in maniera diretta il contributo delle Forze armate alla storia dell’Italia e l’alto valore etico che contraddistingue i nostri militari nell’assolvimento dei propri compiti istituzionali in patria e all’estero”, si legge il Giornale.it

“L’evoluzione del modello della Forze Armate, così come noi lo interpretiamo, dovrebbe contribuire a formare anche la classe dirigente del futuro – spiega Matteo Perego all’Adnkronos – perché permette, a chi è iscritto all’università o a chi ha conseguito un diploma di scuola secondaria superiore, di accedere a un percorso dual use, coniugando una parte di vita militare vera e propria, a una parte più di studio e di apprendimento. Prendiamo il settore della cybersicurezza nel quale il nostro Paese è piuttosto indietro – prosegue il deputato di Forza Italia – nel quale ci sarebbe uno scambio reciproco: i giovani potrebbero assorbire conoscenze e competenze specifiche, la Difesa preparare e nel contempo selezionare potenziale personale specialistico”.

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