L’ex ministro Antonio Martino: ‘Draghi fa male all’Europa, Padoan all’Italia’

L’intervista del direttore di Libero Pietro Senaldi ad Antonio Martino.

«Ebbene sì, anch’io ho uno scheletro nell’ armadio. Fui io a suggerire a Berlusconi di nominare Mario Monti alla Commissione Europea. Lui non voleva accettare».

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Si è comportato meglio a Bruxelles che a Roma?
«Diceva che non era il mestiere suo, e aveva ragione. Ha lavorato bene per sé, aumentando la propria credibilità personale ma questo non è vero in assoluto perché ha acquisito consensi in un ambiente che ragiona male».

Gli italiani a Bruxelles piegano sempre la testa?
«Il peggiore fu Prodi, pessimo da presidente della Ue almeno quanto lo era stato da presidente dell’ Iri. Allargò l’ Unione senza darle unità. Non seppe imporre una propria visione, alla fine divenne perfino oggetto di pubblico scherno».

Immagino che lei non apprezzi neppure la Mogherini, rappresentante dell’ Unione per gli Affari Esteri?
«E come faccio? Il suo dipartimento non esiste, è completamente privo di utilità. La ragione principale del fallimento della Ue è proprio questa: gli Stati europei in realtà non puntano all’ unità politica e a un’ Europa forte perché questo comporterebbe la rinuncia alla sovranità nazionale su difesa e politica estera e nessuno è disposto a questo».

La Germania sembrava voler lanciare un’ Europa a due velocità, dove chi voleva poteva procedere a politiche estere comuni. «Mi sembrava più che altro un escamotage verbale per esortare gli Stati più forti a mollare gli altri. Oppure un mezzo ricatto: o state con noi o state fuori. Ma poi le parole della Merkel sono state interpretate come un preludio al doppio euro, Draghi è intervenuto a stopparla e lei, che in questo momento è in grande difficoltà perché è indietro nei sondaggi e in Germania presto si vota, ha dovuto abbozzare».

Doppia moneta, allora è possibile uscire dall’ euro?
«Certo che è possibile. Non è semplice né indolore; anzi, è costoso e difficile, ma è realizzabile».