L’ex ministro Antonio Martino: ‘Draghi fa male all’Europa, Padoan all’Italia’

«Ma guardi che io sono un europeista, è l’ Unione Europea a non esserlo davvero. Comunque sono stato io a non voler fare il ministro dell’ Economia, ho preferito gli Esteri, il ministero era più vicino a casa e aveva un parcheggio più grande».

Sia serio, professore…
«All’ inizio non avrei neppure voluto candidarmi in Parlamento perché la politica è compromesso e questo non mi piace. Ma il mio professore Milton Friedman mi disse: “Candidati e fai compromessi sui dettagli e non sulle cose importanti”. Per me essere un economista liberale era la cosa più importante: su questa non potevo fare compromessi, mi avrebbero screditato».

Mi sta dicendo tra le righe che l’ Italia non sarà mai un Paese davvero liberale?
«Non è detto, la maggioranza degli italiani ha un’ aspirazione liberale. Berlusconi ha sempre vinto le sue campagne elettorali promettendo un’ Italia liberale e ha cominciato a perdere consenso quando i cittadini hanno visto tradita la promessa di una rivoluzione liberale».

Però poi questa benedetta rivoluzione liberale Berlusconi non ebbe mai il coraggio di farla.

«Più che il coraggio direi la forza: fu fermato dagli alleati, che in campagna elettorale appoggiavano i nostri programmi ma dopo le vittorie si sfilavano. Sono i limiti di un governo di coalizione: ogni membro della coalizione per garantirsi la sua fetta di consenso elettorale si adopera per emergere, anche a costo di tradire il programma elettorale».

Ha fatto anche degli errori.

«Tragici i presidenti delle Camere: Pivetti, Casini e Fini non ci hanno mai aiutato».

Adesso il centrodestra sembra ancora più diviso: in teoria unito sarebbe primo nei sondaggi ma la sensazione è che non troverà il bandolo della matassa.

«Berlusconi non ha ancora deciso se stare con Salvini o con Renzi. Si rende conto che il centrodestra dev’ essere unito se vuole dare battaglia a Cinquestelle e sinistra ma sa anche che un’ alleanza unita sulle posizioni estremiste di Salvini e Meloni danneggerebbe Forza Italia».

Come se ne esce?
«Silvio è in grado di sbagliare da solo senza bisogno dei miei consigli. Io comincerei a scrivere un programma vincolante, chiaro e calendarizzato e vedere chi ci sta. E alla peggio, andare da solo».

Su euro e Ue Berlusconi e Salvini non vanno d’ accordo.