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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Italia Celere. Succede che in una scuola media di Roma si faccia leggere “La storia di Mohsen” (all’interno del libro di testo “Stai per leggere”) di Giovanni Maria Bellu, giornalista de La Repubblica; una storia in cui si parla di un abuso da parte di due Poliziotti Italiani nei confronti di un cittadino straniero. Pur non avendo riscontro obiettivo dei fatti narrati, vogliamo prendere per buono quanto scritto dal giornalista Bellu ma chiediamo come sia possibile che, per la comprensione del testo, ai giovani ragazzi della scuola media si proponga di rispondere a domande che innescano il dubbio sull’imparzialità, la bontà e l’obiettività dell’operato dei poliziotti. Chiediamo ai nostri lettori di analizzare il testo raffigurato in questo post… Ed allo stesso momento riflettiamo sul fatto che nelle scuole italiane entrano rappresentanti delle Forze dell’Ordine per la lotta al bullismo ed al tempo stesso vengano proposte queste siffatte argomentazioni.

Succede poi che Milano qualche ora dopo si svegli tappezzata di poster del gruppo “Azione antifascista” raffiguranti fumetti stile-GTA, il famoso e violento videogioco, con la scritta “RICONOSCI IL TUO NEMICO”…il primo nemico impressionato su poster da questi bravi ragazzi è proprio il POLIZIOTTO! Sugli stessi poster appare poi la scritta “…Individuiamo i nostri nemici, organizziamoci ed agiamo”. E’ INVEROSIMILE.

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A noi non interessa assolutamente che si parli di antifascismo, siamo abituati agli insulti ed agli oltraggi, rassegnati all’idea che uno sputo in faccia ad un poliziotto sia un fatto tenue, ma rimaniamo basiti di fronte al silenzio delle Istituzioni; silenzio tanto assordante da considerarle a questo punto responsabili della pericolosa piega e deriva che oramai sta prendendo la nostra società.

Pertanto CHIEDIAMO che sia ritirato il libro qui menzionato perché crediamo fermamente nell’Istruzione, primo strumento insieme all’educazione familiare per la costruzione di una società sana, giusta ed equilibrata. PRETENDIAMO inoltre una presa di posizione da parte delle Istituzioni silenti, in mancanza saremo costretti a ritenerle quasi compiacenti. Ora, mentre alcuni abili demagoghi della Bandiera ne fanno un uso personale, uno scudo, noi ribadiamo che su quell’Italico Tricolore giurano i Poliziotti, segno di appartenenza alla Patria, impegno ad eternum di quelle responsabilità volte a garantire e tutelare la Democrazia e le libertà di tutti i cittadini, Italiani e non. Tanto acquista di valore quel Giuramento, ancor più forte è la loro responsabilità di fronte agli errori.

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Ultimamente qualcuno ha insinuato, addirittura, che il partito dell’anti-polizia sia all’interno della Polizia stessa…ITALIA CELERE RISPONDE “GIU’ LE MANI DALLA POLIZIA”, NON VOGLIAMO ASSALTI ALLA DILIGENZA, LA POLIZIA E’ ORGANO DEMOCRATICO CHE ASSICURA LA TUTELA DI TUTTI…SOLO IPOTIZZARLO MINA LA DEMOCRATICITA’ DEL NOSTRO PAESE (abbiamo già spiegato ampiamente l’elevata responsabilità cui si va incontro con quel Giuramento!!!).
Chi sbaglia paga senza SE e senza MA…anche chi, difendendo Caino, cerca e segna la strada dell’impunità, prima causa di Illegalità. Onore a chi è caduto con la Divisa indosso e il Tricolore nel cuore.

Andrea Cecchini

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