Insulta la polizia sul Facebook: licenziato dall’azienda

Como – E’ di pochi giorni fa la notizia di una maestra torinese, licenziata dopo essere stata ripresa dalle telecamere televisive intenta ad insultare i poliziotti in servizio a Torino durante una manifestazione indetta da anarchici e sinistra estrema contro un raduto di CasaPound. La fine di questa vicenda è dei giorni attuali mentre l’episodio descritto risale al Febbraio 2018. La storia è ben nota sul web

Non è certo il primo caso di licenziamento in seguito ad insulti.La scorsa estate toccò ad una giovane frontaliera sotto contratto con una società elvetica. La donna aveva insultato la polizia sui social dopo aver ricevuto una multa.

Il post aveva iniziato a ‘girare’ e scatenare indignazione. Pochi giorni dopo un episodio analogo, nuovamente protagonista un frontaliere italiano lavoratore in svizzera: in questo secondo caso però oltre gli insulti, i post contenevano anche minacce ed era intervenuta la polizia cantonale: “dovete morire”, “Quando vado in pensione giuro che vi ammazzo tutti sbirri svizzeri…”.

Dopo la polizia cantonale, l’italiano ha dovuto confrontarsi anche con il datore di lavoro, ma l’azienda non ha accettato alcuna scusa e presto è stato comunicato il licenziamento al lavoratore, senza appello alcuno “Simili comportamenti sono incompatibili con la cultura aziendale e con i valori su cui essa si fonda. Come si conviene in uno stato di diritto, è stato dapprima verificato che il collaboratore in questione fosse effettivamente l’autore del vergognoso gesto. Appurato questo aspetto, abbiamo deciso il licenziamento immediato del collaboratore visto che questi comportamenti non sono assolutamente tollerati”



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