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carabinieri divisa17 Sett. – Una brutta sorpresa quella che decine di militari e Carabinieri stanno ricevendo dall’Inps in questi giorni. In una lettera, infatti, l’ente chiede indietro somme che, ad avviso dell’Istituto, sono state erogate per errore nella fase di liquidazione della pensione. I toni sono cordiali. Ma la sorpresa per coloro che la stanno ricevendo non è altrettanto felice. Sì perché le somme richieste in alcuni casi sono anche di diverse decine di migliaia di euro. Nel dettaglio la missiva riporta nell’oggetto «l’avvio della procedura per l’atto di accertamento del debito verso lo Stato». Una formula elegante che però non significa altro che senza una risposta precisa da parte del pensionato l’avviso si trasformerà in una cartella esattoriale di Equitalia per recuperare gli importi erogati. La richiesta consiste nella comunicazione che a partire dalla rata di pensione di luglio, si è provveduto «alla revoca dell’indennità integrativa speciale in quanto non dovuta perché già inclusa nella base pensionabile».

L’indennità integrativa speciale è una voce presente nelle buste paga fino a qualche anno fa, ed era relativa al recupero dell’inflazione e che, fino a metà degli anni 80, aumentava il valore nominale dei salari e degli stipendi e consentiva di rincorrere il carovita in maniera quasi automatica. Un meccanismo che fu bloccato dal governo Craxi perché ritenuto responsabile di creare aspettative inflattive, ma che oggi sebbene bloccata rappresenta ancora una voce consistente nella retribuzione di molti dipendenti. Fin qui la storia. Ma tornando al presente, un errore meccanografico ammesso dall’ente previdenziale nella lettera, ha determinato il pagamento di somme anche elevate ma non dovute. Per questo nel pieno rispetto delle sue prerogative l’Inps ne richiede il rimborso. L’istituto fa presente anche che il conto errato era assolutamente riconoscibile dal percettore della pensione. «Un errore facilmente rilevabile dalla Signoria Vostra vista la differenza tra somme erogate a titolo di acconto pensione dal centro amministrativo dal centro amministrativo Carabinieri di Chieti e somme erogate dall’Inpdap (L’istituto di previdenza degli impiegati pubblici da poco inglobato dall’Inps ndr) in sede di pensione provvisoria, per sua natura sempre suscettibile di variazione» spiega la lettera. Insomma l’errore era visibile e riconoscibile a occhio nudo e il pensionato se ne doveva accorgere subito. Una presunzione di mancata accortezza che non ha fatto certo piacere alle decine di militari e Carabinieri che hanno ricevuto le lettere. Anche perché nel caso segnalato al Tempo il pensionato è invitato a pagare, se possibile in un unica rata, una somma non indifferente: circa 46 mila euro da rifondere entro 60 giorni. In attesa l’Inps ha applicato in via cautelativa una trattenuta non superiore a un quinto dello stipendio. Precisata anche la facilitazione offerta dall’ente: «Con una richiesta può essere accordato un piano di ammortamento rateale secondo le disposizioni di legge».

Filippo Caleri – Fonte: Il Tempo

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