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“La libertà non consiste nell’avere il padrone giusto ma nel non avere nessun padrone”, ha detto Matteo Salvini citando Cicerone. “Non voglio una Italia schiava di nessuno, non voglio catene, non la catena lunga. Siamo il Paese più bello e potenzialmente più ricco del mondo e sono stufo che ogni decisione debba dipendere dalla firma di qualche funzionario europeo, siamo o non siamo liberi?”. “Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l’Italia la chiedo finchè campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone”.  “Voi citate Saviano, noi San Giovanni Paolo II.., lui diceva e scriveva che la fiducia non si ottiene con la sole dichiarazioni o con la forza ma con gesti e fatti concreti se volete completare le riforme noi ci siamo. Se volete governare con Renzi auguri…”.

“Lei mi ha rimproverato per aver convocato le parti sociali. Sa perché l’ho fatto? Perché non li ascoltava nessuno”. E ancora: “Non mi rassegno all’Italia disegnata al 2050 dall’Istat, quella dello zero virgola, quella delle regolette europee. Io non mi rassegno a un Paese impaurito e sempre più anziano”, ha aggiunto.

“Poi non ho capito perché è considerato un ‘disvalore’ l’uscire dai palazzi per ascoltare i cittadini. Secondo me è quello che deve fare un buon politico. Se quest’esperienza di governo è finita la colpa è dei ‘signor no'”. Salvini ha ricordato quindi il voto per la Tav, che ha spaccato il governo. “Come si può pensare di riportare al governo Renzi? Auguri”.

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