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Lacrime e applausi alla chiesa dello Spirito Santo di Piana di Monte Verna (Caserta) per i funerali di Stato del vice-brigadiere dell’Arma Emanuele Reali, morto a Caserta martedì sera, travolto e ucciso da un treno mentre inseguiva un ladro.

“Emanuele, un uomo coraggioso, eroe per amore”. È stato definito definito così dall’ordinario militare Santo Marciano il giovane vice brigadiere Emanuele Reali, morto a Caserta martedì scorso, travolto da un treno mentre inseguiva un ladro. Parole pronunciate nel corso dell’omelia dei funerali tenuti nel santuario dell’Immacolata, a Piana di Monte Verna, paese di origine della moglie di Reali, Matilde Grasso.

Tantissima gente – racconta Repubblica.it – ha voluto dare l’ultimo saluto al militare, sfilando prima dietro il feretro e poi stringendosi intorno ai familiari straziati dal dolore in una chiesa gremita e attonita.

A seguire il feretro, la moglie di Emanuele, Matilde, la sorella Deborah e il papà e la mamma, Vittorio e Tina, arrivati da Cascia. Ci sono anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta e il governatore della Campania vincenzo De Luca. “La nostra terra è abituata a cadere – ha detto uno dei cugini del carabiniere dall’altare alla fine della celebrazione della messa – ma è abitata anche a rialzarsi. Noi veniamo da Cascia, la terra di Santa Rita. Siate orgogliosi di aver conosciuto un uomo come Emanuele. Gli eroi sono i cittadini che fanno fino in fondo il loro dovere. Emanuele lo ha fatto fino a dare la vita”.

Lo zio di Emanuele ha chiesto che “l’Arma supporti moralmente ed economicamente Matilde e le figlie”; All”Arma, che è stata come una mamma, chiediamo di sostenere la famiglia. Signor comandante, signor ministro, Emanuele merita la medaglia d’oro. Credo che sia chiaro a tutti che le nostre famiglie sono rispettose delle istituzioni. È stato ed è un patrimonio della nazione italiana”.

Il comandante generale Nistri – racconta ancora Repubblica.it – prende la parola e assicura: “siamo qui, ci siamo oggi, e ci rimarremo, cercheremo di far sentire alle due principesse che il loro principe azzurro c’è sempre. Siamo qui e ricordiamo che il vice brigadiere ha cominciato la vita nell’Arma a 20 anni. Una scelta fatta a un’ età in cui tanti poltriscono nel letto o fanno gli spacciatori. È andato a Benevento, poi a Roma in una realtà difficile, 4 anni a Caiazzo. Nel frattempo cresceva tanto da essere scelto per il nucleo radiomobile.

Talmente bravo da andare alla aliquota operativa, la stessa dove il 6 novembre ha terminato la sua vita. Così giovane, già vice brigadiere con il massimo della documentazione e tre encomi per attività investigativa nella quale ci vuole coraggio, fermezza. E poi quella notte..”. Quindi aggiunge: “Ho cercato invano articolo di prima pagina che raccontassero di quella frase pronunciata da Emanuele” quando un arrestato si fece male e lui disse: “Aiutiamolo, è nostro dovere farlo anche se è un malfattore”

 

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