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Immigrazione, ipotesi di “blocco navale”: il governo e Marco Minniti usano il pugno di ferro per gestire l’emergenza?

Dopo le indiscrezioni della vigilia e dopo l’improvviso ritorno di Marco Minniti in Italia per fronteggiare l’emergenza,arrivano altre conferme: contro l’immigrazione l’Italia, per la prima volta, sta valutando di usare il pugno di ferro. Secondo quanto riferiscono fonti governative, è al vaglio del ministero dell’Interno e del governo la possibilità di negare l’approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera differente da quella del nostro Paese. Le fonti spiegano che l’Italia continuerà a salvare vite in mare ma che non è più sostenibile il fatto che l’intero peso dell’accoglienza gravi sul Belpaese. Il blocco navale, ora, è una possibilità.

L’eventuale blocco dei porti italiani riguarderebbe non solo le navi delle Organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo centrale ma anche le unità navali inserite in Frontex, l’Agenzia cui spetta il controllo delle frontiere esterne dell’Ue, e in Eunavformed, l’operazione che ha il compito di contrastare nel canale di Sicilia i trafficanti di esseri umani, alla quale partecipano 25 nazioni europee.

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