“L’Italia è un posto di m…”: l’avvocato del tunisino chiede che si pronunci la Corte Costituzionale sul vilipendio alla nazione

Si potrebbe quindi pronunciare la Corte costituzionale, che nel 1981 non ammise un referendum dei Radicali che chiedeva l’abrogazione del reato di vilipendio. Nel frattempo, però, potrebbe essere cambiata la sensibilità sull’argomento.

Insomma, avere un’opinione negativa sull’Italia ed esprimerla, sia pure in modo colorito, per l’avvocato del tunisino è una libera manifestazione della propria opinione, che peraltro si sente dire innumerevoli volte anche – nota il legale – da chi ricopre ruoli pubblici. La decisione spetta ora al giudice penale, che a luglio stabilirà se respingere la richiesta di eccezione costituzionale (e quindi continuare con le udienze del processo per vilipendio) o invece accoglierla e aspettare, quindi, che si pronunci la Consulta.

MilanoToday

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate

Potrebbero interessarti anche