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Un incubo. Una tragedia che per la famiglia Metha si ripete con una cadenza di tempi agghiacciante. Otto anni fa il piccolo Dushyant, che all’epoca aveva due anni, fu costretto a donare il suo midollo osseo per tentare di salvare la vita della sorella Devaanshi, che a 10 anni era affetta da una rara malattia. Nonostante il trapianto, la bimba sopravvisse solo altri cinque anni e morì nel 2012. Nell’ottobre 2014, a 10 anni, Dushyant ha scoperto di essere stato colpito dalla stessa malattia alla stessa età in cui fu diagnosticata alla sorella: ora è lui ad aver bisogno di un trapianto, unica possibilità di sopravvivenza.

La famiglia Metha è totalmente sconvolta anche perché, come se già non bastasse la malattia, i medici hanno detto che nei registri di tutto il mondo non esistono donatori compatibili. Sua madre, Kalyani Mehta, 47 anni, di Londra, ha lanciato un appello a iscriversi nei registri dei potenziali donatori, nella speranza che possa venir fuori qualcuno che possa salvare la vita al figlio. Un tentativo disperato, come cercare il classico ago nel pagliaio, visto che la famiglia Metha ha un patrimonio genetico indiano e che certe etnie sono scarsamente presenti nei registri. Proprio per questo l’appello della mamma è stato rivolto soprattutto a persone asiatiche.

L’incubo della famiglia Metha cominciò quando nel 2007 fu diagnosticata alla piccola Devaanshi una discheratosi congenita, una forma rara di anemia congenita ereditaria. All’inizio i medici credevano che soffrisse di una grave anemia aplastica, ma presto capirono di cosa si trattava. Per salvarla serviva un trapianto di midollo: furono testate le due sorelle maggiori e il fratello minore, Dushyant, che risultò essere l’unico compatibile. Ad aprile fu effettuato l’intervento. Nonostante il trapianto, però, Devaanshi restò dipendente da continue trasfusioni di sangue: la ragazza lanciò una campagna per incoraggiare più persone a diventare donatori di sangue, organi e midollo osseo. Nel 2010 i suoi polmoni ebbero un tracollo e lei ricevette dai medici una sentenza di morte: a quel punto la sua malattia era diventata incurabile. Nonostante tutto, continuò a organizzare raccolte di fondi e ad incitare le persone, soprattutto gli asiatici, a diventare donatori. Morì al Great Ormond Street Hospital nel 2012, cinque anni dopo il suo trapianto.

Due anni dopo, nell’ottobre 2014, l’incubo si ripresentò. Dushyant, che ormai aveva 10 anni, fu colpito da una serie di raffreddori che non riusciva a debellare, diventando ogni giorno sempre più ansimante. Riconoscendo i sintomi, la mamma lo portò dagli specialisti del Great Ormond Street Hospital, gli stessi che avevano curato sua figlia. I test confermarono i timori della famiglia: Dushyant aveva la stessa malattia rara che aveva ucciso sua sorella. Anche lui ha una sola chance: il trapianto di midollo osseo. I medici si sono rivolti all’organizzazione caritativa Anthony Nolan chiedendo loro di cercare nei registri di tutto il mondo un caso di compatibilità, ma le ricerche sono state vane. L’appello della famiglia Metha è disperato. In questo momento nel pianeta c’è sicuramente un potenziale donatore compatibile con Dushyant che cammina ignaro di poter salvare una vita. Se solo sapesse. Se solo fosse iscritto in uno di questi registri.

Federica Macagnone

(fonte IlMattino)

A.P.

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