Boris Johnson dimesso dall’ospedale “il mio cuore ora è con tutti quelli che si trovano in situazioni simili”

L’annuncio di Downing Street. La fidanzata Carrie Symonds: “Abbiamo vissuto momenti molto cupi”.

Le rivelazioni del Mail on Sunday confermate da altri quotidiani: a un certo punto le sue condizioni sono peggiorate tanto da far temere che non ce la facesse

Il premier britannico Boris Johnson è stato dimesso dall’ospedale, dove era stato ricoverato il 5 aprile per il coronavirus.

Lo ha reso noto Downing Street. Johnson era risultato positivo al Covid-19 ed era stato portato al St. Thomas Hospital di Londra in seguito al peggiormaento delle sue condizioni. Ora si trasferirà nella sua casa di campagna a Chequers dove continuerà le cure.

“Su consiglio del suo team medico – detto un portavoce di Downing Street – , il primo ministro non tornerà immediatamente al lavoro” ma “continuerà la sua convalescenza a Chequers”, la residenza di campagna riservata ai capi di governo britannici.

Johnson, ha aggiunto il portavoce, “desidera ringraziare tutti a Saint Thomas (l’ospedale di Londra dove è stato ricoverato, ndr) per le eccellenti cure che ha ricevuto”.

Johnson ha quindi postato un videomessaggio sui social spiegando di aver “lasciato l’ospedale dopo una settimana durante la quale il Servizio sanitario mi ha salvato la vita, non c’è dubbio.

E’ difficile trovare parole per esprimere il mio ringraziamento. Ma voglio anche ringraziare tutti nell’intero Regno Unito per gli sforzi e i sacrifici che avete fatto e che state facendo.

Quando c’è il sole e i bambini sono a casa, quando la natura è più bella che mai e l’esterno sembra così invitante, posso solo immaginare quanto dura sia stata seguire le regole sul distanziamento sociale. Io vi ringrazio perché milioni e milioni di persone nel Paese hanno fatto la cosa giusta”.

Il primo ministro, infine, ha ringraziato in particolare due infermieri, una neozelandese di nome Jenny e un portoghese di nome Luis, che, ha detto, “sono rimasti accanto al mio letto per 48 ore durante le quali le cose sarebbero potute andare in un modo o nell’altro”.

 

Anche la compagna di Johnson, Carrie Symonds, che è incinta ed è anche lei positiva al virus, ha ringraziato il sistema sanitario nazionale per aver salvato la vita del primo ministro.

“Non smetterò mai di ringraziarvi”, ha scritto su Twitter, ammettendo di aver passato la scorsa settimana “tempi davvero bui. Il mio cuore ora è con tutti quelli che si trovano in situazioni simili, preoccupati per la salute dei propri cari” (tgcom24)

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