Coronavirus. Luca Parmitano: “mi spiace vedere che il mio lapsus sia stato strumentalizzato”

“Ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale” cantava Fabrizio de Andrè. Vero. Ma in alcuni casi (troppi) i giornali fanno da cassa di risonanza. E nei tempi del web ogni interpretazione diventa “verità” nonchè oggetti di teorie complottistiche.

E’ forse il caso di cui andiamo a parlare adesso. Si sono susseguite tutta la giornata ipotesi secondo le quali, Luca Parmitano sarebbe stato al corrente dell’esistenza del coronavirus già da Novembre.

E proprio dallo stesso Luca Parmitano arrivano i chiarimenti.

“È stato portato alla mia attenzione un errore da me commesso durante un’intervista rilasciata a una trasmissione televisiva” scrive su Facebook l’astronauta.

“Nell’episodio in questione, parlando delle precauzioni prese durante il rientro dalla Stazione Spaziale Internazionale, ho erroneamento affermato che, come equipaggio, fossimo al corrente dell’inizio del contagio pandemico già a novembre.” si legge ancora.

“Errare è umano, e mi spiace molto vedere che in questo caso il mio lapsus sia stato strumentalizzato. L’errore è dovuto a vari fattori, e qui di seguito ne riporto alcuni.”

“Mi scuso, con umiltà, per l’errore e per le conseguenze (del tutto inaspettate): me ne assumo ogni responsabilità.” conclude Luca Parmitano.

Le spiegazioni di Luca Parmitano

1) a bordo della ISS non utilizziamo il calendario, ma il Coordinated Universal Time (UTC). L’anno inizia con il giorno 1 e finisce con il giorno 365, e gli eventi vengono eseguiti in base a questa pianificazione. Di conseguenza è possibile confondere un mese con un altro poichè non vi facciamo mai riferimento, ma utilizziamo il giorno UTC;

2) ricordo che, intorno alla fine della missione, parlavamo con l’equipaggio di varie crisi in corso sulla Terra. Nel ripensare agli eventi intorno a quel periodo, ho fatto confusione tra le diverse conversazioni, e nel ricordare gli eventi ho collegato le prime notizie di contagio a un contesto temporale precedente. A bordo, abbiamo appreso del contagio insieme al resto del mondo, quando le agenzie giornalistiche e le grandi testate televisive hanno iniziato a parlarne;

3) tutto questo è facilmente verificabile: le comunicazioni Terra – bordo – Terra sono soggette al Freedom Of Information Act, una legge che impone totale trasparenza e che tutte le comunicazioni siano registrate. Non è possibile ricevere informazioni riservate. Inoltre, l’idea che fossimo già al corrente di un contagio pandemico è smentita dai fatti: le operazioni di rientro della Spedizione 61 sono state svolte normalmente, senza alcuna ulteriore precauzione. Al contrario, quando la situazione pandemica si è rivelata in tutta la sua gravità, l’equipaggio rientrato dalla Spedizione 62 è stato isolato in quarantena per evitare possibili contagi.

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