17 maggio 1972: la propaganda rossa e un commando armato uccidono il commissario Luigi Calabresi

Un commando composto da due militanti di Lotta continua uccide il vice capo della squadra politica della Mobile di Milano Luigi Calabresi.

Milano – L’omicidio avviene al culmine di una lunga campagna diffamatoria condotta nei confronti del commissario e legata alla morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato da una finestra della questura di Milano, durante un interrogatorio sulla strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969.
Per l’omicidio del commissario Calabresi saranno condannati, come mandanti, Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani e, come esecutori materiali, Ovidio Bompressi e Leonardo Marino.

La ricostruzione

Sono trascorsi 47 anni da quel 17 maggio 1972 quando il commissario Luigi Calabresi fu assassinato sotto casa sua da un commando di Lotta Continua

In questi periodi, nella questura di Milano in via Fatebenefratelli, quel tragico omicidio è viene ricordato con cerimonie ufficiali, per ricordare – oltre al commissario Calabresi – anche tutti i caduti della polizia di Stato e i quattro morti provocati dalla bomba a mano che, esattamente un anno dopo la morte di Calabresi, fu lanciata davanti alla Questura dall’anarchico Gianfranco Bertoli.

“E’ giusto ricordare e la forza di Milano si vede, anche, da queste cose: l’omicidio Calabresi è stata una pagina tragica ma anche di crescita di Milano, perchè ha saputo reagire”, disse il sindaco Sala in una occasion – “ricordare le persone che si sono sacrificate per il bene comune è un dovere, oltre che un gesto di rispetto per la loro memoria”.

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