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Ha attirato volutamente l’attenzione della pattuglia composta dal Maresciallo di Gennaro e il Carabiniere Casertano e quando il passeggero, ovvero il Maresciallo ha abbassato il finestrino, Papantuono ha abbassato ha estratto la pistola e ha sparato. “Uno, due, tre colpi a bruciapelo, fino a scaricare l’intero caricatore, uccidendo il maresciallo maggiore e ferendo gravemente l’altro militare che era alla guida”

“Se lo sentiva che quella di sabato era una mattina strana, così Vincenzo mi ha detto: papà, vieni qua che ti do un bacio. Poi è uscito per andare in caserma, e l’ho rivisto all’obitorio” ha detto Luigi, il papà di Vincenzo di Gennaro,ucciso appena due giorni fa per motivi abbietti mentre era in servizio

Ogni volta che era libero dal servizio, il maresciallo Di Gennaro tornava a San Severo a fare visita all’anziano genitore rimasto solo (la moglie Lucia era morta nel 2013, l’altra figlia Elena fa l’insegnante a Roma) e ad abbracciare la fidanzata, Stefania Gualano, estetista. Insieme a lei Vincenzo aveva mille progetti: innanzitutto quello di sposarsi e poi andare a vivere in una casa da poco acquistata, facendo i sacrifici col suo stipendio di 2 mila euro, nella zona della Divina Provvidenza.

“Vincenzo non sospettava nulla e non si era concentrato sulle minacce di quell’uomo” ha raccontato poi il papà “Quegli spari nella piazza centrale di Cagnano Varano sono stati contro l’Arma dei carabinieri, non contro mio figlio”.

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