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Madagascar, 3 ottobre 2013 –  Orrore in Madagascar. Una folla inferocita ha linciato oggi a morte tre persone, due europei – fra cui un francese – ed un malgascio, con l’accusa di traffico d’organi, dopo l’omicidio di un bimbo di otto anni il cui corpo è stato ritrovato mutilato. Le tre macabre esecuzioni sono avvenute a diverse ore di distanza l’una dall’altra: le prime due sulla spiaggia d’Ambatoloaka, lingua di sabbia bianca della principale stazione balneare dell’isola di Nosy Be, uno dei poli turistici sulla costa nordoccidentale del Madagascar. L’ultima in un quartiere periferico della cittadina. Le violenze della popolazione locale erano cominciate ieri in seguito alla scomparsa del piccolo. Un gruppo di persone aveva assaltato un commissariato di polizia dopo l’arresto di un uomo in relazione al caso e negli scontri una persona era rimasta uccisa. Poi si era scatenata una vera e propria caccia all’uomo, contro i “vazaha” (gli stranieri europei in lingua malgascia), hanno riferito fonti della sicurezza locale. Ma è nelle prime ore del mattino, dopo la scoperta del corpo del piccolo – con i genitali e la lingua tagliati -, che si è scatenata la ferocia degli abitanti dell’isola.

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