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Una maestra di una scuola elementare di Motta di Livenza, comune vicino Treviso, ha mostrato di avere il batterio della tubercolosi, rimasto nascosto per quasi trent’anni. La maestra ha scoperto che di poter essere contagiosa da solo un mese. L’Usl trevigiana ha organizzato una task force, dopo che la maestra e un allievo della sua classe hanno cominciato ad avere febbre altissima e tosse, e sono finiti in ospedale. Dopo di loro gli stessi sintomi si sono manifestati in altri 7 bambini e un’altra insegnante: a tutti è stata diagnosticata una tubercolosi acuta. Come ha riferito tgcom24, il bilancio a un mese dalla prima diagnosi è di 10 contagiati e 40 positivi entrati in contatto con la maestra.

Per contenere l’epidemia il Servizio d’igiene e sanità pubblica di Treviso ha eseguito controlli su quasi ottocento persone tra alunni, personale docente, genitori e perfino i cinque scrutatori del seggio che in quell’istituto avevano seguito le elezioni l’anno scorso.

Il vettore della tubercolosi, il bacillo di Koch, può rimanere anche latente nel corpo per anni, senza che il morbo si manifesti. È bastato probabilmente un’influenza, magari le difese immunitarie della docente si sono abbassate di colpo, e il batterio è diventato aggressivo. Un aggiornamento arriva però in questi minuti dall’ANSA, che spiega: “il focolaio di Tbc a Treviso(…)è ora sotto controllo ed è circoscritto. La conferma arriva da Gianni Rezza dell’Istituto Superiore di Sanita’ andato nella Asl Veneta a verificare la situazione, che assicura, non desta preoccupazione anche per la pronta risposta della Asl. Tutto e’ nato per la diagnosi fatta ad un bambino in una classe elementare. I medici hanno intuito che l’origine poteva essere un adulto. ‘

‘La meta’ dei circa 4.000 casi l’anno in Italia di Tbc sono fra anziani che sono venuti a contatto con la malattia in passato e che si ammalano in eta’ avanzata quando il loro sistema immunitario si indebolisce” ha spiegato Rezza. Lo scorso marzo a Torino e’ morto per  tubercolosidi uno studente di 19 anni, matricola del Politecnico di Torino. Il giovane era ricoverato da alcuni giorni all’ospedale Amedeo di Savoia e non e’ riuscito a superare la malattia. Originario dello Sri Lanka, e’ probabile che avesse contratto la malattia nel suo Paese d’origine e che si sia rivolto troppo tardi ai medici per le cure del caso.
Attualmente l’incidenza della tubercolosi, in Italia, e’ bassa. In base ai dati forniti in occasione del Tb Day 2019,  dal 2012 al 2016 il tasso e’ diminuito dell’1,8% ogni anno e attualmente si assesta a 7,4 casi ogni centomila abitanti, con un tasso di mortalita’ dello 0,7%.

Dal 2009 si e’ pero’ verificato un costante aumento della proporzione di casi notificati tra cittadini nati all’estero: si e’ passati dal 44% nel 2005 al 62% nel 2016. Secondo l’ultimo rapporto del Centro europeo per il controllo delle malattie, ogni ora a trenta persone in Europa viene diagnosticata la tubercolosi, che nonostante il calo complessivo del numero di malati, rimane una delle principali minacce di salute.  Quello dello studente di ingegneria informatica a Torino e’ il secondo decesso per tubercolosi nel giro di pochi mesi: lo scorso ottobre e’ morta per la stessa malattia una dottoressa che prestava servizio all’ospedale San Paolo di Napoli.

 

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