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Mafia Agrigento, scarcerati 21 boss arrestati nel blitz del 22 gennaio 2018

Hanno lasciato la galera quasi la metà degli arrestati dello scorso 22 Gennaio.

21 boss su 58 arrestati infatti 58 hanno lasciato il carcere. Si parla di presunti estorsori agrigentini arrestati su ordine della Dda di Palermo.

Il Riesame si è preso 45 giorni per il deposito della motivazione dei provvedimenti.

Il tribunale ha annullato le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip nonostante, per la prima volta,

Risultati immagini per carabinieri agrigento blitz 22 gennaio

decine di vittime del racket avessero confermato la richiesta di pizzo e un nuovo pentito, che al contrario dei mafiosi resta detenuto, abbia fatto i nomi di boss e gregari.

Prima dei 45 giorni quindi la Procura non potrà ricorrere.

Tutto da capo quindi, o quasi, visto che i presunti boss della provincia agrigentina, taglieggiatori e gregari arrestati nel più grosso blitz mai fatto in quella zona, nel frattempo restano liberi.

Una situazione paradossale e pericolosa, che preoccupa gli inquirenti dal momento che – circostanza del tutto nuova – decine di vittime del racket.

Risultati immagini per carabinieri agrigento blitz 22 gennaio

Le vittime potrebbero quindi trovarsi faccia a faccia con gli aguzzini scarcerati, dopo aver confermato di aver subito le estorsioni e potrebbero.

Sorpresa finale: resta in carcere Giuseppe Quaranta, ex capomafia di Favara che, dalla fine di gennaio, ha cominciato a collaborare con i magistrati.

L’indagato ha ammesso di avere rivestito un ruolo di vertice nel clan fino al 2013-2014, ha parlato di estorsioni e di traffico di stupefacenti e ha indicato i capimafia della provincia.

Tra gli scarcerati anche nomi eccellenti (fonte Ansa) della Cosa nostra agrigentina:

Risultati immagini per carabinieri agrigento blitz 22 gennaio

come i boss Raffaele Fragapane, Antonino Vizzì, Giuseppe Vella, Luigi Pullara e Giuseppe Blando. Le scarcerazioni potrebbero essere solo all’inizio.

Le udienze davanti al tribunale del Riesame continuano. E se, come si sospetta, alla base degli annullamenti c’è un vizio formale come il difetto di motivazione dell’ordinanza emessa dal gip,

che non sarebbe sufficientemente argomentata, le porte del carcere potrebbero aprirsi per decine di altri detenuti.

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